Il bando per il nuovo Tar, «ma che Chiesa è quella che si mette a fare affari?»

Dubbi e a tratti indignazione a Catanzaro dopo il nostro servizio di ieri. «Che c'entra la Curia con l'edilizia e le pubbliche forniture?»

L’Arcidiocesi di Catanzaro che in sinergia con un costruttore (Giuseppe Gatto) offre l’atrio per far costruire la nuova sede del Tar Calabria. Presentando congiuntamente un’offerta per un avviso pubblico dove si richiede invece la cessione di uno stabile esistente e in centro città (e il perimetro dell’Arcidiocesi in questione tutto è fuorchè centro città).

«Ma che Chiesa è quella che presta il suo terreno e i suoi mattoni a operazioni del genere?».

È una lettera firmata, anzi siglata “gruppo illuminato e sconcertato di cittadini” quella che contiene la domanda di cui sopra. Un quesito, un fendente, forse una coltellata nel ventre del retaggio etico e spirituale del capoluogo e della regione intera. Una riflessione a tutto tondo, non priva di preoccupazioni e di “sconcerto” a proposito dell’andazzo generale.

A Catanzaro come nel resto della Calabria. Lungo e tedioso l’incipit, conviene saltare i preamboli e andare al sodo.

«La Casa dei fedeli, dei credenti, può rendersi partecipe di operazioni del genere? – si legge tra l’altro -. Non entriamo nel merito della vicenda, i suoi aspetti poco chiari. Un avviso che richiede delle cose e l’offerta vincitrice che ne propone altre. Sono questi aspetti che aggiungono semmai dubbi e inquietudine ma non è mestiere nostro andare oltre. Noi cittadini – si legge ancora – possiamo solo rimanerci male. E andare a dormire pregni di sconcerto. Con delle domande importanti sullo sfondo. Alcune delle quali inconfessabili altre necessariamente trasmissibili, ancorché attinenti la sfera intima e religiosa. Ma i “beni della fede”, la “casa del Signore”, non dovrebbero servire ad altro nella nostra società disgraziata? Ci sono barboni da far dormire, poveri, migranti. C’è un mondo in mezzo alla strada. E si torna alla domanda di cui sopra. Che c’entra la Chiesa con i bandi e le offerte? E che c’entra con gli affari?». Già.