Appropriatezza Prescrittiva, Fimmg si sospende dalla Commissione del distretto 1

Chiesto l'ntervento di Corte dei Conti e Guardia di Finanza

“Il Consiglio Provinciale FIMMG di Catanzaro, Sindacato maggiormente rappresentativo della medicina generale, si sospende, con decisione presa all’unanimità, dalla partecipazione ai lavori della Commissione per l’Appropriatezza Prescrittiva del distretto 1 di Catanzaro”. E’ quanto si legge in una nota diffusa a seguito di una riunione del sindacato dei Medici di Famiglia di Catanzaro.

“Siamo costretti ad assumere tale decisione – affermano dal sindacato – per tutelare la dignità e la professionalità della nostra categoria ingiustamente finita in una gogna mediatica a seguito di decisioni irresponsabili, incomprensibili, inique e molto discutibili prese dall’Asp di Catanzaro. Le sanzioni emesse ai nostri danni, infatti, a causa di ‘presunte’ prescrizioni ritenute inappropriate per qualità o quantità, non rappresentano lo stato reale delle cose e sviliscono il nostro lavoro quotidiano intriso di sacrifici, passione e risultati apprezzabili, come attestato da dati ufficiali e dalle testimonianze dei cittadini-utenti. Le prescrizioni contestate e poi sanzionate non rappresentano lo stato reale delle cose, se si pensa che gran parte di esse sono attribuibili ad altri medici induttori quali specialisti ospedalieri e ambulatoriali. La FIMMG, nella persona del suo segretario Generale, esprime ogni perplessità per tale iniquo provvedimento considerato che l’unica provincia della Calabria contrassegnata da ‘bollino verde’, in termini di appropriatezza prescrittiva, è proprio la provincia di Catanzaro. Ciò rappresenta uno dei tanti esempi che dimostrano il cammino virtuoso ormai da tempo avviato che, però, dobbiamo amaramente constatare, si presenta in netta discrepanza con le decisioni assunte dall’Asp di Catanzaro che penalizzano fortemente il nostro territorio”.

“A tal proposito – proseguono dalla FIMMG di Catanzaro – denunciamo apertamente l’atavico problema della disparità di valutazione e, quindi, la mancata uniformità dei criteri di giudizio espressi dalle varie commissioni, ove convocate, operanti nei distretti aziendali. Naturale conseguenza di tale modus operandi è stata quella di generare valutazioni diverse tra i medici appartenenti ai vari distretti. Tali disfunzioni e disparità di giudizio sono avvenute anche a causa del mancato rispetto delle norme previste dal DCA n° 66 del 2015 il quale stabiliva che le Commissioni di Appropriatezza dovevano essere integrate da due figure: un medico specialista ospedaliero ed un medico specialista territoriale. Riteniamo incomprensibile quanto accaduto ai medici di famiglia del distretto 1 di Catanzaro, proprio in un territorio che funge da traino per tutto il sistema sanitario regionale”.

“Per dimostrare l’assoluta trasparenza del nostro operato e tutelare la nostra professionalità – concludono – invochiamo l’intervento della Guardia di Finanza e della Suprema Magistratura in materia di contabilità pubblica, la Corte dei Conti, per ogni dovuto approfondimento”.