Confini tra i Comuni di Belcastro e Petronà, deciderà il Tar

Il tribunale amministrativo su sollecitazione del Consiglio di Stato valuterà i profili di incostituzionalità del referendum indetto dalla Cittadella Regionale

La frazione di Acquavona

Lo scorso anno dopo un referendum indetto dalla Cittadella regionale calabrese sono stati modificati con una legge, la n° 39/2017, i confini tra i Comuni del catanzarese di Belcastro e Petronà. Oggetto della modifica la frazione di Acquavona che è passata nel Comune di Petronà.

Il Comune di Belcastro ha proposto ricorso al Tar per l’annullamento sia del referendum che della legge regionale sollevando anche questioni di legittimità costituzionale. Il municipio ha chiesto al Tar di sollevare la questione e trasferire gli atti alla Corte Costituzionale.

Il Tar in sede cautelare ha rigettato l’istanza perchè di queste questione bisogna occuparsi in sede di merito. Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha quindi sollecitato in una ordinanza la fissazione della data dell’udienza di merito al Tar di Catanzaro chiamata a sollevare quindi questioni inerenti la legittimità costituzionale della legge regionale che a detta del Comune di Belcastro ha modificato unilateralmente i confini dei due municipi.

Scriveva il Comune di Belcastro:

” L’Avv. Giuseppe Pitaro, firmatario del ricorso, ha dedotto l’eccezione di incostituzionalità della legge regionale n°39/1027 per violazione dell’art. 133 della Carta Costituzionale in quanto la Regione Calabria ha utilizzato artatamente l’istituto referendario avendo concesso il diritto di elettorato esclusivamente ad una piccola parte di cittadini di Belcastro, 50 circa su oltre 1.400 ab., mentre predetto art.133 impone che il referendum consultivo di modifica delle circoscrizioni territoriali avvenga sentendo per intero le popolazioni residenti di entrambi i Comuni interessati, per come peraltro è già stato univocamente statuito più volte dalla Corte Costituzionale. Per tali ragioni lo stesso Pitaro ha chiesto al Tribunale di sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge regionale n°39/2017 dinanzi alla Corte Costituzionale al fine di ottenere l’annullamento di predetto atto normativo”.

Il Consiglio di Stato scrive nell’ordinanza 01687/2018:

“Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), accoglie in parte l’appello e, per l’effetto, in parziale riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie in parte la domanda cautelare di primo grado ai soli fini della sollecita fissazione del merito innanzi al T.a.r. ai sensi dell’art. 55, comma 10 c.p.a. Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al Tar per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, cod. proc. amm”.

La parola passa ora al Tar per il merito ed eventualmente alla Corte Costituzionale per la decisione definitiva.

i. t.