Il rischio del voto “d’onore”…

Competizione continentale che potrebbe finire agevolmente nel mirino delle distrettuali di Calabria per il carico di aspettative (e di grandi affari) che si porta appresso

Le valigie piene di soldi arabi e cinesi intercettate in Parlamento Ue non scoraggiano più di tanto. Si può finire in galera, e qualcuno ci è finito per davvero. Ma la stragrande maggioranza dei burocrati comunitari la sa trattare bene la materia e non a caso si fa di tutto per non mollare l’Ue o per entrarci. Ad occhio e croce, ma stando solo alla stima da strada di chi se ne intende, un parlamentare europeo ci guadagna non meno di un milione di euro in una legislatura, ovviamente al netto delle valigie in transito extracomunitario e non a caso sul tema pare stia indagando anche la giustizia Usa e un paio di Paesi dell’Est. Se tanto vale tanto, figurati se non vale la pena che anche tanto mi dà tanto. A buon intenditor, sono in tanti, pochissime parole. Il tutto senza tenere in debito conto che in sede comunitaria si trattano nelle commissioni e poi in Aula temi stracaldissimi e zeppi di monete di tutto il mondo in tema di energia, ambiente, armi. Un solo voto sposta zeri che nemmeno si immaginano.
Grande affare, quindi, l’Europa. Anche senza valigie arabe figurarsi con i “doni” in moneta sonante. Da un lato quattrini diretti e potere. Dall’altro il peso specifico per partiti e leader nazionali e regionali che pare si siano dati appuntamento come non mai dietro queste urne di giugno per regolare conti del passato e del futuro. Disegnando, ampliando o difendendo potere.
Metti tutto insieme e ne viene potenzialmente fuori un mix esplosivo in termini di voto di scambio e di corruzione politico elettorale. Ovviamente, manco a dirlo dalle nostre parti, con l’inevitabile ma irrestistibile coinvolgimento delle consorterie di ‘ndrangheta che più dei partiti e dei sindacati sanno come coinvolgere l’elettorato all’esercizio di un suo diritto-dovere. Una garanzia, in questo senso, e chi fa politica per vincere questo lo sa bene.
Il mix, però, oltre che potenzialmente esplosivo rischia anche di diventare “attenzionato” (ammesso che non lo sia già) dalle distrettuali antimafia di Calabria alle quali basta accendere un computer qualsiasi per asciugare un promemoria. Soprattutto nei grossi centri dove si vota anche per le Comunali.
Ettolitri di inchiostro, infiniti toner di stampanti nonché file audio illimitati raccontano nelle aule di giustizia, nelle caserme nascoste e persino nelle carceri storie di crimine e politica in ogni competizione conterranea. Uno schema che “costa” più rifarlo daccapo che rispolverarlo e nel crimine, un po’ come in natura, nulla si crea o si distrugge ma semplicemente si trasforma. E si adatta alle competizioni, tanto più se griffate e molto attese.
Negli anni, e in quei file, politica che sfiora e gestisce in forma indiretta rifugio di boss, che sedimenta scalate edilizie dalla valle al mare e viceversa. Negli anni, e in quei file, politica che sfiora e gestisce scalate criminali, prelevando “campioni” adattandoli a guidare auto blu. Politica che fa sedere veri e propri referenti di consorterie direttamente a Palazzo o nei partiti. Politica che non si gira mai dall’altra parte quando si alza il prezzo e c’è da scendere a patti. Per la “bussata” del diavolo poi ci si pensa.
È accaduto, purtroppo accade, niente fa pensare che non possa riaccadere. E chi per mestiere deve perdere poco tempo con l’improvvisazione potrebbe aver già azionato le antenne…

F.R.