Il rigassificatore di Gioia Tauro affare per tutti ma 《senza piastra per il freddo》

L'ultima puntata di Presa Diretta condotta da Riccardo Iacona evidenzia inquietanti dubbi...

Serve a tutti tranne che per l’unica cosa che dovrebbe fare di “mestiere”, la produzione e conservazione del freddo. Per il resto il grande hub del gas a Gioia Tauro fa felici tutti, a partire dal presidente Occhiuto che spinge fortemente per l’opera.
Inquietanti le ombre che l’ultima puntata di Presa Diretta, condotta e ideata da Riccardo Iacona, lancia nei confronti del rigassificatore di Gioia Tauro.
Il governo con il “Decreto energia”, definendole “Opere strategiche per l’approvvigionamento di gas”, ha dato ilvia libera alle procedure per l’esecuzione di questi impianti capaci di trasformare il gas naturale liquefatto (Gnl) in gas aeriforme. Tra le installazioni previste in Italia c’è quella nel retroporto di Gioia Tauro, che comprende anche i territori di San Ferdinando e Rosarno. Si tratta di un’area di 47 ettari coltivati ad agrumi, per cui si dovrebbe agire con espropri. Per l’ultimazione dei lavori ci vorrebbero intorno ai cinque anni, con l’esborso di milioni e milioni di euro. In una zona che comprende già il porto e il termovalorizzatore, si mira a costruire il rigassificatore più grande d’Europa.
I pareri sulla funzionalità di queste opere sono discordanti. Le mobilitazioni si susseguono sul territorio nazionale interessato da gasdotti e impianti.
E tuttavia il Governo ha intenzione di fare dell’Italia il principale hub del gas in Europa. Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto caldeggia l’opzione, per ovvie e spesso non chiare a tutti motivazioni. Mentre dall’altra parte della barricata si schierano gli ambientalisti che contrastano fortemente il progetto.