Sanità, 《perché non si attivano i 14 posti letto per malati terminali a Rogliano?》

L'eurodeputata Cinquestelle Laura Ferrara a proposito di un caso evidenziato da "il Fatto di Calabria". Interessi privati sullo sfondo?

《Ancora oggi in provincia di Cosenza si è costretti ad affrontare veri e propri calvari per poter accedere a strutture in cui affrontare il percorso terapeutico in grado di accompagnare in maniera dignitosa i malati terminali. Come se non bastasse, a causa dei budget risicati, pur trattandosi di strutture private convenzionate, famiglie e degenti  sono costretti ad affrontare spese esorbitanti》.
L’eurodeputata del Movimento 5 stelle, Laura Ferrara, interviene sulla mancata attivazione dei posti letto dedicati all’assistenza dei malati terminali all’ospedale di Rogliano. Un caso più unico che raro, evidenziato qualche settimana fa da “il Fatto di Calabria”. Oltre un milione di euro già spesi per 14 posti letto al Santa Barbara di Rogliano già dal 2016 (locali prestati dell’Annunziata all’Asp) e mai attivati. Mentre nel frattempo per le stesse cure i pazienti sono costretti a rivolgersi al circuito privato accreditato salvi incontrare problemi di budget esaurito cosicché una cura terminale può anche costare più di 300 euro al giorno.
《Nel 2016 14 posti letto vengono inseriti nelle rete ospedaliera calabrese grazie ad un Dca – continua Ferrara -. Percorsi terapeutici per malati terminali gratuiti ed erogati presso una struttura pubblica in provincia di Cosenza: il Santa Barbara di Rogliano. Un progetto che rimane sulla carta perché nonostante le delibere e le risorse spese, nessun posto letto è mai stato attivato ad oggi.
A marzo 2018 l’Azienda Ospedaliera di Cosenza e l’Asp comunicano in pompa magna la firma del protocollo d’intesa per la realizzazione dell’Hospice per le cure palliative a Rogliano nei locali del Santa Barbara. Un intero piano, messo a disposizione dall’Azienda ospedaliera di Cosenza proprietaria dei locali, presso il nosocomio di Rogliano e che avrebbe dovuto ospitare 14 posti letto dedicati all’assistenza dei malati affetti da patologie neoplastiche terminali, costati, fin qui, oltre un milione di euro ma che non hanno ancora visto la luce.
In questi anni nessuno ha inteso dare concretezza a questo progetto, ripeto già pagato con soldi pubblici. Così come nessuno ha pensato che quei posti letto in una struttura pubblica avrebbero potuto sollevare di qualche punto i Livelli essenziali delle assistenze nella nostra regione. Colpevolmente – conclude – si continua a ledere diritti fondamentali dei cittadini e a sperperare risorse pubbliche》. Sperpero da un lato ma anche ben identificato (e identificabile) business per qualche struttura privata…

I.T.C.