Fondazione Carical, porto di perdite e di nebbie…

Bilancio di gestione 2022, profondo rosso per 4.630.835 di euro...

Stranamente in questi anni nessuno mai si è occupato delle attività della Fondazione Carical e della gestione dei fondi che sono fondamentali per finanziare tutti i programmi previsti dallo statuto della stessa Fondazione. La disattenzione che c’è stata, sia da parte del mondo dell’informazione che da parte delle istituzioni, ha creato un grave danno non solo economico ma anche di ricaduta negativa sul territorio. Le fondazioni, giova ricordarlo, sono uno strumento importante per finanziare attività delle comunità locali al fine di elevare e far conoscere i punti di forza territoriali.
Una prima domanda. La perdita del bilancio 2022, oltre 4 milioni, è frutto di malagestione? Chi gestisce i fondi investiti in attività di Borsa e perché ad oggi non sono stati presi provvedimenti visti i risultati molto negativi che si sono registrati nell’anno 2022? All’interno del Cda della Fondazione c’è uno strano “agitazionismo”, in particolare del direttore generale Cannataro che martedì 6 febbraio, accompagnato dal dottor Franco Mauro responsabile Mediolanum Calabria e Basilicata, si è recato a Milano a incontrare i vertici della banca fondata da Ennio Doris. Che ci è andato a fare? Che si sono detti? È mai possibile che ci siano trattative di tipo privatistico tra una fondazione e una banca? Per recuperare una mala gestione dei responsabili della Fondazione, che ha prodotto un profondo rosso, perché non si è deciso di intavolare una discussione con tutto il sistema bancario così da affidare la gestione del patrimonio ad un soggetto che sia in grado di migliorare i rendimenti e di realizzare una proposta complessiva che possa mettere a disposizione della stessa Fondazione Carical una serie di risorse per finanziare le proprie attività? È d’obbligo da parte degli enti pubblici che nominano rappresentanti nel Cda di non essere passivi per evitare che la Fondazione possa ancora di più sprofondare in un profondo rosso, così “rosso”, che più rosso non si può…

I.T.C.