Autonomia differenziata, per la prima volta sindaci e Chiesa in campo…

Dibattito a Cosenza su iniziativa promossa dal sindaco Franz Caruso alla presenza, tra gli altri, del presidente Anci Antonio Decaro e dell'arcivescovo Checchinato

Più inediti in uno. E uno più inedito dell’altro e più significante dell’altro ancora.
Il primo inedito è un incontro nel ventre del teatro Rendano di Cosenza dove per suggestione al contrario, e contrariamente alla sontuosità del luogo, si discute seriamente di come contrastare la divisione del Paese mascherata da autonomia differenziata. Il secondo inedito è che a guidare la scena, e la civilissima e documentata opposizione, sono sindaci e Chiesa. Probabilmente nella loro più austera versione se si tiene conto della presenza del presidente Anci De Caro e del vescovo Cecchinato.
Presente tra gli altri il presidente della Svimez, Adriano Giannola e il senatore Pd Nicola Irto.
Per il vescovo Cecchinato 《questa legge non promuove gli ultimi. Penso che l’autonomia differenziata ad un cristiano, alla Chiesa, sta un pò stretta. Perché – sottolinea il vescovo Checchinato – il problema vero è che in una famiglia chi dà il passo al cammino sono gli ultimi, sono i più piccoli e allora questa legge mi pare che non promuova gli ultimi, i piccoli, quelli che sono più svantaggiati e semplicemente promuove ulteriormente i primi della classe».
Secondo il senatore Irto 《è
inaccettabile che ci siano parlamentari calabresi che abbiano votato a favore e provano a fare delle diversificazioni nei commenti. La verità è che – evidenzia Irto – questo è un provvedimento voluto dalla Lega con un baratto politico con Fratelli d’Italia e con la Meloni. Un baratto politico di governo su altri provvedimenti, penso al premierato. Quindi è del tutto evidente che questo è un provvedimento che ammazza il Mezzogiorno e ammazza la Calabria». «La venuta della Meloni in Calabria – ha aggiunto Irto – è stata senza alcuna risposta nel merito, ha fatto solamente slogan, ha firmato un patto dando delle risorse che già spettavano alla Calabria. Quindi bene che sia venuta, ma non c’è stato nessuno sviluppo, nessun impegno, né su Gioia Tauro, né sull’Alta velocità, né sulla statale 106, nessun intervento strutturale che serve alla nostra regione. Insomma, con il governo Meloni e con un governo regionale completamente supino alle scelte romane, rischiamo con l’autonomia differenziata di ammazzare il Mezzogiorno e la Calabria. Quindi bene l’iniziativa di oggi, bene urlare e continuare a fare iniziative, soprattutto nella società calabrese per dire no tutti assieme all’autonomia differenziata». «De Luca conduce una battaglia giusta, che è una battaglia in difesa della sua Regione, del Mezzogiorno, lo fa da Presidente di Regione, lo ha fatto assieme ai sindaci, anche lui sta facendo la sua parte. Ognuno deve fare la sua parte. Siamo nel pieno dell’attività parlamentare, si è approvata in Senato dove abbiamo condotto una battaglia, adesso passerà alla Camera. Se non dovesse essere cambiato alla Camera il provvedimento e dovesse essere approvato, noi abbiamo già lanciato l’idea e la proposta di fare una grande azione di raccolta firme e poi di fare un referendum e chiamare gli italiani a decidere e a capire nella piena consapevolezza che questa è la secessione dei ricchi e la secessione di un pezzo del Paese si ritorna all’antico desiderio della Lega Nord che ha il cuore e la testa nel nord del Paese».
Per il presidente Anci
Decaro 《i sindaci non hanno mai fatto male a nessuno. L’autonomia differenziata può frammentare ancor più l’Italia》.
«I sindaci manifestano, così come i sindaci accolgono i cittadini che manifestano all’interno delle proprie città. I sindaci – ha sottolineato Decaro – non hanno mai fatto male a nessuno. Quando protestano, al massimo possono lasciare la fascia tricolore per terra».  «Io credo – ha aggiunto parlando con i giornalisti – che le manifestazioni o le discussioni come quelle che stiamo facendo stamani siano necessarie. Il dialogo è fondamentale anche perché noi cittadini del Sud, e sindaci del Sud che li rappresentiamo, siamo preoccupati rispetto all’organizzazione che si dovranno dare le regioni nel gestire 26 materie e quasi 500 attività, che sono gestionali, non legislative, attività di pianificazione, di programmazione, che sono le attività che normalmente fanno le Regioni secondo la Costituzione. Diventa un’attività di gestione e corriamo il rischio di aumentare conflitti, questioni burocratiche, rallentamenti, procedure. Contemporaneamente vogliamo capire quante risorse servono e da dove arrivano, se riusciremo mai a trovarle per finanziare i livelli delle prestazioni perché la Costituzione dice che i servizi e i diritti devono essere uguali, indipendentemente dal luogo dove nasci o dove decidi di andare a vivere e già oggi, che non abbiamo superato la spesa storica, questo non accade». «L’autonomia differenziata – ha detto De Caro – può ulteriormente frammentare il Paese, un Paese che può diventare classista con una gerarchizzazione territoriale che abbandona il Sud al proprio destino e rischiamo di far diventare più poveri quelli che sono già poveri. Questa è la nostra paura. Noi crediamo di aver dimostrato negli anni di essere una classe dirigente che sa fare il proprio dovere. Abbiamo dimostrato che siamo l’unico comparto di questo Paese che quelle risorse le sta spendendo. Sono 230.000 gare su 35 miliardi assegnati direttamente ai comuni, 32,5 sono già andati in gara, 12 miliardi e mezzo sono già stati assegnati. Io non credo ci sia un ministero o un’agenzia dello Stato che abbia fatto le stesse cose».
Per il “padrone di casa” e sindaco di Cosenza Franz Caruso 《solo i sindaci possono condurre una battaglia contro questo scellerato disegno secessionista》.
《È solo un’altra delle iniziative importanti che da più di un anno sto cercando di realizzare per sollecitare l’opinione pubblica su un tema che era passato un pò in sordina. È solo dopo l’approvazione al Senato del disegno di legge Calderoli che si è risvegliata un pò la politica, si sono svegliate le istituzioni e spero si sveglino anche i cittadini, perché è un pericolo per il Paese il progetto presentato da Calderoli».«Io sono stato contrario – ha aggiunto – alla modifica del titolo quinto della Costituzione nel 2001, sono fortemente contrario a questo disegno di legge, perché mina l’unità del Paese, viola quel principio di unità unica e indivisibile dell’Italia, sancito dall’articolo 5 della Costituzione, per cui dobbiamo tutti quanti insieme prendere coscienza che questa battaglia non è solo a difesa del Sud, non è solo a difesa della Calabria, ma a difesa dell’unità del Paese. Soltanto i sindaci oggi possono condurre una battaglia contro questo scellerato disegno secessionista che porta la firma della Lega».