Sanità, se un ingegnere può guidare Azienda Zero…

Per il dopo Profiti la Cittadella è molto vicina a indicare un informatico emiliano “prestato” al ministero. Con curriculum decisamente più tecnico che sanitario. Come credenziali esibisce soprattutto l'appartenenza al “circo magico” di Licia Petropulacos, l'intoccabile super consulente di Occhiuto...

Si chiama Gandolfo Miserendino. Alzi la mano chi l’ha mai sentito nominare dentro il circuito unico dei media che come è noto non bada a spese né a confini. Della serie, si è noti per molto poco ormai. Sembra più il nome di un fumetto d’altri tempi eppure rischia di avere un “perché” dalle nostre parti nell’imminente futuro.
È un ingegnere informatico, dipendente della Regione Emilia Romagna che attualmente lo ha “prestato” al ministero. La specialità della casa narra di esperienza in agende digitali e informatizzazione dei circuiti aziendali. Scorrendo nel web (ma occorre un po’ di pazienza) si rintraccia pure qualche faccenda di sanità tra le sue pratiche sbrigate fin qui ma sempre e soltanto per quanto riguarda la fluidità dei percorsi digitali e informatici. Un robusto tecnico, per farla breve. Robusto sì, ma mai senza rinunciare al profilo essenzialmente legato al suo curriculum e cioè proprio (e soltanto) ingegnere informatico.
Eppure è lui, proprio Gandolfo Miserendino, l’identikit che sulla rampa di lancio è ormai prossimo al “decollo” verso la guida di Azienda Zero in Calabria. L’Azienda delle aziende per la sanità conterranea. Quella del “niente sarà più come prima”. L’alba e il tramonto assieme. La nuova Bibbia, il codice fiscale rigenerante che tanto è valso ad Occhiuto per scazzottare sistematicamente con il Tavolo Adduce tanto è impegnativo il progetto. Una Azienda che deve stare sopra tutte le altre e anche sopra il dipartimento. Chiamata a monitorare ogni circuito e a fare da ultima e prima istanza. Eppure, al comando di Azienda Zero per il dopo Profiti, è proprio Gandolfo Miserendino il nome vicino al “decollo”.
Chi l’avrebbe mai detto, verrebbe da dire. Soprattutto dopo la tragica scomparsa di Giuseppe Profiti, evento tanto drammatico quanto inatteso che sin da subito ha sedimentato nel commissario la convinzione e la necessità di puntare senza fretta su di un nome per la successione quanto più possibile affiancabile al prestigio “sanitario” proprio dell’ex commissario scomparso nel cuore dell’estate. E infatti fretta fin qui non ve n’è stata, se è vero come è vero che per l’interim, gestione ordinaria anche se di niente perché l’Azienda è a gennaio che vedrà realmente la luce, Occhiuto su Vitaliano De Salazar ha finito per puntare.
Ora però si avvicina il cambio di passo e di vero “comandante” per il vertice di Azienda Zero e il profilo che circola con decisa insistenza è proprio di Gandolfo Miserendino.

Licia Petropulacos

Tecnico informatico e poco “sanitario” ma con un paio di referenze sostanzialmente imbattibili negli ultimi tempi. Viene dal retaggio di regnanza emiliana, tanto per cominciare. Ed è, soprattutto, appartenente al “circo magico” di Licia Petropulacos, potentissima consulente del commissario Occhiuto. Ingaggiata ad ottobre formalmente per Pnrr ed edilizia sanitaria ma di fatto, sostanzialmente, vera e propria dominatrice della scena sanitaria nell’unica stanza che conta davvero. Anche lei, come Miserendino, di retaggio governativo emiliano, è comune la provenienza anche temporale. C’è Bonaccini nella “carta d’identità” di protezione politica per la greca Licia, che pian piano ha finito per conquistare il consenso e il pieno potere della sanità di Calabria. Anche se non semplice è stato il suo “saluto” con la terra padana, finita al centro spesso nel recente passato di feroci polemiche e di contrasti anche con i medici emiliani e destinataria persino di un procedimento disciplinare con sospensione temporanea cautelare. I maligni che non mancano mai non hanno faticato molto a “bollare” come fuga in Calabria quella di Licia la greca. Naturalmente perché non più ben vista in Emilia.
Oggi si “rischia” il bis con Gandolfo Miserendino che scava scava proprio l’appartenenza al “circo” di Licia esibisce come prima istanza. Licia la greca, la forte e la dura, più o meno in fuga dall’Emilia che in Calabria gioca il ruolo più forte. Forse anche la partita più speciale. Il perché è esoterico solo a pensarlo…

I.T.