La “notte” della sanità, nuovamente sospeso il Dca per i privati ospedalieri

Da poco "sfornato" dalla struttura commissariale è stato impugnato e immediatamente congelato dal Tar. L'intero settore è in un vicolo cieco. Mistero sui fondi da destinare al Sant'Anna

Non c’è pace per la sanità privata convenzionata, almeno per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera anche se nubi nere all’orizzonte si intravedono inevitabilmente pure per quella ambulatoriale.
Il Dca 185 di qualche giorno fa del duo Occhiuto-Esposito, riguardante i budget per l’assistenza ospedaliera a sua volta corretto e rivisto dopo la sospensione del suo “antenato”, è stato a sua volta messo in “congelatore” dal Tar che ha nuovamente sospeso l’efficacia in attesa di una udienza di merito, se nel frattempo non verrà riscritto secondo le modalità richieste dai ricorrenti. Provvedimento cautelare del Tribunale amministrativo divenuto necessario, da quanto si apprende, proprio perché evidenti sarebbero state le motivazioni delle aziende ricorrenti. In pratica il Dca 185, a sua volta già corretto, avrebbe semplicemente redistribuito risorse in un primo momento destinate al Sant’Anna tenendo conto però della stessa “coperta” ma soprattutto degli stessi criteri che avevano generato precedenti anomalie. Nella correzione del Dca 185 si considera come “storico” e replicato nell’anno corrente un calo di erogazioni da parte del Sant’Anna, per svariate ragioni. Da qui la distribuzione della quota (nel Dca 185) ritenuta eccedente dai commissari a beneficio di altre strutture. Ma secondo gli attuali ricorrenti al Sant’Anna viene comunque assegnato un budget di 13 milioni, sia pure in calo, a fronte dei 4 erogati e previsti per cui la domanda non è sfuggita neanche al Tar: che fine fanno e a chi andranno poi i 9 milioni che Sant’Anna non ce la farà ad erogare?
Da qui un ennesimo ricorso e una ennesima sospensione dell’efficacia del Dca che dovrebbe stabilire i budget per la specialistica ospedaliera privata convenzionata.
Di qualche giorno fa, come detto, il Dca 185 a sua volta rivisto e corretto e ora nuovamente sospeso.
Ferma restando la previsione di tetto di spesa globale di poco più di 184 milioni di euro all’anno per l’assistenza ospedaliera privata, la principale novità riguardava il Sant’Anna Hospital.
Nel nuovo decreto (ora sospeso) si è preso atto di una decisa contrazione della produzione registrata l’anno scorso.  Nel documento si legge che la struttura 《ha presentato una produzione pari a circa 4 milioni di euro e con mail del 23/11/2022 l’Asp di Catanzaro ha comunicato che anche il trend dell’annualità 2022 presenta il medesimo andamento》.
Questo ha portato la Regione a decurtare, rispetto alla precedente versione, circa 3,9 milioni al Sant’Anna somma che in buona misura viene poi “girata” a case di cura del Cosentino. Per la prima volta dopo tanti anni, la clinica catanzarese (impelagata fra vicende giudiziarie e nuovo Consiglio di Amministrazione) non è più la struttura con il più elevato budget della sanità calabrese. Passa da circa 17,5 a 13,7 milioni. Tre milioni e seicento mila euro sono spalmati nel Cosentino fra la Casa di Cura Cascini ( che sale a circa 7,4 milioni), la Tricarico Rosano (che passa a circa 14,4), Ospedali Riuniti Madonna della Catena (che sale a 8,8 milioni), Ospedali Riuniti ex la Madonnina (che passa a circa 5,7 milioni), Ospedali Riuniti ex Sacro Cuore  (che arriva a quasi 4,2 milioni) e Medical Hotel Arena (che arriva a 2 milioni e 180 mila euro). Cresce infine di circa 350 mila il budget dell’Istituto Sant’Anna del Crotonese che arriva a poco meno di 14,3 milioni euro.
Il Dca fissava al 16 dicembre la data per la sottoscrizione degli accordi fra le varie Asp e le strutture private ma sul “finale di partita” l’ennesima sorpresa. Che sorpresa non è più ormai. Una nuova sospensione per tutti.

I.T.