“Cuba Libre”, botte da orbi tra Ferrara e Occhiuto

«La Regione finanzia lo sfruttamento della professione che è contro l'Ue» incalza la deputata europea. «Usi carta intestata del Parlamento comunitario solo per propaganda politica» risponde il presidente. «Non hai smentito nulla e non dici nulla sulle 3.500 euro al mese che vanno al regime per ogni medico» chiude la giornata la pentastellata

Botte da orbi. Con fendenti seri e irrituali per un palcoscenico istituzionale. Laura Ferrara e Roberto Occhiuto hanno lasciato il fioretto in macchina e si sono dati appuntamento come nel più classico dei film western all’italiana, ovviamente di quelli griffati Sergio Leone. Pietra al centro e mano nella fondina della pistola indietreggiando fino al primo sparo, che è dell’eurodeputata pentastellata manco a dirlo. Al centro della contesa lo schema “Cuba Libre” della sanità di Calabria, 500 medici (solo qualche decina entro l’anno, le difficoltà non mancano) di provenienza sudamericana che secondo Laura Ferrara rappresentano un cazzotto ai liberi principi di concorrenza e di democrazia civile di stampo europeo.
«La Regione Calabria, amministrata dal centrodestra, ha siglato un accordo quadro con il regime cubano che prevede un versamento di 4.700 euro al mese per ogni medico cubano impiegato nella sanità calabrese – incalza Laura Ferrara -. Di questi solo 1.200 euro saranno versati direttamente ai medici e ben 3.500 andranno invece nelle casse dello Stato cubano. Questo è sfruttamento e una chiara violazione di diritti umani. Insieme agli europarlamentari spagnoli Javier Nart, Jordi Cañas e Leopoldo López Gil ho inviato una lettera di protesta al Presidente della Regione Roberto Occhiuto». «I medici cubani – continua Ferrara – molti dei quali appartenenti alle forze armate e spinti dalle condizioni di povertà in cui vivono nel loro Paese, sono costretti ad arruolarsi in plotoni medici che lavorano poi all’estero sottopagati perché il governo trattiene la quota maggiore del loro stipendio. In Calabria dovrebbero essere assunti ben 497 medici, una pratica condannata anche dal Parlamento europeo che l’ha definita una forma di schiavitù in alcune risoluzioni del 2021. È gravissimo che Occhiuto abbia siglato un accordo quadro con l’agenzia governativa cubana a queste condizioni capestro».
Pochi passi ed ecco l’altra “pistola” fuori dalla fondina, quella di Roberto Occhiuto. «L’europarlamentare grillina Laura Ferrara – affonda il presidente della Regione e commissario alla sanità – usa impropriamente il logo e la carta intestata del Parlamento europeo, mandando in giro letterine fumose, per fare lotta politica. Gli accordi transnazionali con organizzazioni mediche di altri Paesi e di Cuba in particolare non sono una novità. Durante i mesi più caldi della pandemia medici cubani arrivarono in Italia, accolti come eroi, per supportare i sistemi sanitari di Lombardia e Veneto, due delle Regioni in emergenza e più colpite dal Covid.
La sanità calabrese è strutturalmente in emergenza, purtroppo anche a causa della carenza di personale.
Il mio governo aveva due possibili strade: chiudere ospedali e reparti o cercare in poco tempo una soluzione ponte per superare le difficoltà, in attesa che i concorsi – nei mesi scorsi ne abbiamo banditi tanti, a tempo indeterminato, e la maggior parte di questi sono andati deserti -, divenuti nel frattempo più attrattivi, diano i risultati sperati e ci consentano di avere nuovi professionisti sanitari a disposizione.
Abbiamo optato per la seconda strada: terremo ospedali e reparti aperti, e avremo momentaneamente la collaborazione dei medici di Cuba – Paese con una tradizione storica nelle discipline sanitarie – che non sottrarranno alcun posto di lavoro ai nostri operatori sanitari.
L’accordo sottoscritto, stia tranquilla l’onorevole Ferrara, è stato studiato nei minimi dettagli e approfondito con l’ambasciata italiana a Cuba e con il Ministero della Salute: non ci sarà alcuna violazione dei diritti umani, né alcuna forma di schiavitù».
Pistole riposizionate in fondina? Manco a parlarne. Non per Laura Ferrara che “spara” ancora… «Roberto Occhiuto faccia autocritica anziché attaccare chi legittimamente difende i cittadini e la sanità calabrese – controreplica Laura Ferrara -. Nella sua risposta il Presidente della Regione Calabria non smentisce la notizia sull’accordo raggiunto con il regime cubano che prevede una trattenuta sullo stipendio di 500 medici e infermieri. Per noi il fatto che questi percepiscano 1.200 euro mentre il resto – 3.500 euro – vada nelle casse dello Stato cubano è sfruttamento. Per Occhiuto invece? Aspettiamo di capire se ritiene questo compenso congruo e quindi se per lui è tutto normale. Occhiuto ignora, inoltre, che è compito del parlamentare europeo quello di rappresentare gli interessi dei cittadini nel processo legislativo europeo. Poiché l’accordo-quadro da lui siglato con il governo di Cuba contraddice in maniera inconfutabile le indicazioni espresse da alcune risoluzioni europee, è mio dovere segnalarle sia alla Regione che lui presiede sia a tutti i cittadini calabresi che io rappresento a Bruxelles. Non a caso la lettera inviata a Occhiuto è stata sottoscritta anche da altri tre europarlamentari spagnoli, uno dei quali del gruppo PPE, lo stesso di Forza Italia. Fuoco amico? No, voglia di giustizia, quella che il governatore non conosce».
A chiuderla in “tregua”, la giornata, si potrebbe finire in “saloon” ma guai a chiedere un “cuba libre”…

I.T.