Ferrara si chiama fuori (e Boccia perde di nuovo)

L'eurodeputata Cinquestelle smentisce la sua nomination e conferma di voler completare il mandato continentale. Ma non dice che in realtà è stato il responsabile enti locali del Pd a contattarla e non il suo stesso Movimento...

Laura Ferrara si chiama fuori. Con eleganza e discrezione, che non sono mai stati estranei come atteggiamenti al suo retaggio.
«Le informazioni circolate in queste ore sugli organi di stampa circa la mia candidatura a presidente della Regione Calabria sono prive di fondamento». Dopo di che si lascia andare ad un ragionamento politico più articolato. «La proposta di candidatura non nasce, come letto in alcuni articoli, da una riunione interna con gli altri eletti del Movimento 5 Stelle in Calabria, né è stato posto un aut aut al Partito democratico sulla mia figura come precondizione per il mantenimento della coalizione. Il confronto per individuare la migliore soluzione per la candidatura a presidente è ancora in corso, ma questa fase non può incentrarsi esclusivamente sulla ricerca di un nome: occorre riprendere un confronto schietto e aperto sul progetto politico, per ricostruire quello che anni di mala politica hanno distrutto ed edificare la Calabria di domani mettendo a frutto le tantissime risorse che presto arriveranno per la ripartenza, coinvolgendo tutte le forze progressiste e riformiste, politiche e civiche, che si rivedano in tali obiettivi, in modo da partecipare al prossimo appuntamento elettorale con forza, compattezza, maturità e senso di responsabilità». Finché non mette su carta il suo definitivo smarcamento… «Per quanto mi riguarda, è in quest’ottica che continuerò a lavorare, portando a termine il mio mandato in qualità di unica rappresentante calabrese in Europa. I cittadini della Circoscrizione dell’Italia meridionale mi hanno rieletto due anni fa per avere voce nel Parlamento europeo e qui ho sempre svolto la mia azione politica, mettendo in primo piano le problematiche riguardanti la Calabria. Continuerò, quindi, così ad assicurare alla mia Regione un’azione politica ancora più incisiva, anche alla luce dei numerosi messaggi di sostegno ricevuti in queste ore. Indice della volontà di molti di un progetto politico di reale cambiamento, che dia soluzioni strutturali alle diverse carenze della nostra terra e che ne esalti i punti di forza offrendo un futuro di sviluppo e di certezze ai nostri figli».
Fin qui il detto di Laura Ferrara. La british del Movimento Cinquestelle. Poi c’è il non detto e cioè quello che non dirà mai. E cioè che non è stato il Movimento a indicarla né tantomeno a sottoporla come aut aut al Pd. Al contrario è stato Francesco Boccia a contattarla, direttamente anche se non in solitudine. Della serie, toglici tu le castagne dal fuoco e poco importa se con ticket al contrario, presidenza (donna) ai Cinquestelle e vice al Pd in versione maschile. Peccato però che anche stavolta il casting è andato deserto. E sono due “buche”. Niente male…

I.T.