Il sabato del villaggio: Occhiuto non vuole Spirlì vice

Era attesa per mezzogiorno l'ufficialità pronunciata dai leader nazionali a beneficio del capogruppo alla camera di Forza Italia. Ma non se n'è fatto niente. Sotto il tavolo nervi a fiori di pelle per la vicepresidenza che Salvini vuole “intestare” al facente funzioni...

«Sabato annunciamo il nostro candidato. Chi è? Se ve lo dico ora che senso ha aspettare fino a sabato…».
È mercoledì quando Antonio Tajani si rilassa, a camicia sbottonata e senza cravatta, a confidenze mediatiche. I cronisti lo cercano e lui si fa cercare ben volentieri. Si tratta solo di lasciarsi coccolare da una dolce attesa, il nome c’è e sabato ve lo diremo e ve lo mdaremo ma tanto lo sapete tuti chi è. Questo il senso del detto e del non detto. Una di quelle trovate tipiche di epoca berlusconiana, gli step mediatici che in realtà servono a far crescere l’attenzione ma anche a sbrogliare qualche altra pratica.
Roberto Occhiuto, siamo arrivati a sabato, non attende nessuna nota ufficiale e men che meno attende mezzogiorno, questo era l’appuntamento. Anche questo un totem degli Azzurri, il sabato e prima di pranzo. Si reca lo stesso tranquillamente a Vibo a stringere mani e consolidare proclami, tanto il candidato alla presidenza è lui e che vuoi che sia una nota stampa annunciata che ritarda. Si lascia così tanto coinvolgere dal clima di festa a Vibo che solo ad un certo punto ci si accorge (tutti) che la note non c’è più, mai pervenuta nel “sabato del villaggio” del centrodestra. Non è mai partita. Il sabato annunciato da Tajani è saltato, ce ne vuole un altro o magari basterà indicare un altro giorno della settimana. Oppure a Tajani non hanno raccontato per bene cosa è accaduto quando è venuto Salvini in Calabria, qualche giorno fa. Ha preso il telefono e ha chiamato Roberto Occhiuto. Sì, proprio il candidato ormai più che in pectore. Non è solo Salvini nell’escursione telefonica, al suo fianco c’è Nino Spirlì. La telefonata è incoraggiante e rassicurante, il centrodestra è granitico a fianco di Roberto. Ad un certo punto, Matteo e Nino, propongono ad Occhiuto la vicepresidenza da chiudere subito in quota Lega, prima dell’inizio della partita. E non c’è neanche bisogno di scervellarsi per trovare un nome, c’è già e di questi tempi di mestiere fa il presidente facente funzioni. Roberto Occhiuto governatore e Nino Spirlì vice. La telefonata porta questo messaggio, travestito da proposta. Dall’altra parte il capogruppo degli Azzurri alla Camera non la prende bene. Non la prende bene per niente. E tutto pronuncia fuorché un “sì”. Non è dato sapere se poi cade la linea o si perde campo. Non è neanche chiaro se si fa in tempo a gestire i saluti. Si chiude e basta. Forse questo dettaglio è sfuggito a Tajani quando ha annunciato il “sabato del villaggio”. E forse è anche per questo che Roberto Occhiuto non ha aspettato nessuna nota di mezzogiorno e si è messo in cammino lo stesso verso il suo primo tour elettorale…

I.T.