23mila vaccini non registrati, Spirlì: “Ecco perché siamo ultimi”

Il presidente facente funzioni della giunta regionale attacca: “La Regione ha dato palate di milioni per fare le assunzioni, le Asp e le aziende ospedaliere non stanno assumendo”

Blitz a sorpresa di Spirlì a Villa Bianca di Catanzaro. Quanto è successo sembra una vera e propria ricognizione tra Asp e Ospedali del territorio, a seguito del quale il presidente facente funzioni si è così espresso: “La Regione Calabria ha dato palate di milioni per fare le assunzioni, le Asp e le aziende ospedaliere non stanno assumendo. I soldi ci sono, ci sono milioni nelle casse delle Asp e delle aziende ospedaliere. Devono dirci perché non stanno assumendo medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici, voglio sapere perché, perché i soldi li hanno avuti. Quindi, tutto quello che bisognava fare è stato fatto. Carte alla mano. Adesso voglio sapere perché”.

E ancora continua: “Siamo arrivati al punto di saturazione, voglio sapere cosa sta accadendo visto che ci sono i soldi, ci sono le strutture. Siccome sono quotidianamente sul pezzo e mi rendo conto che tra la campagna vaccinale e le emergenze di queste settimane, mi sto rendendo conto che qualcosa non sta funzionando”.

Spirlì riporta poi un altro nodo importante: “Oggi verrà resa nota un’altra vergogna, perché io non mi fermo mai. Ieri notte ho avuto al conferma che ci sono ben 23mila vaccinazioni non ancora riportate sulla piattaforma. Noi abbiamo le schede, sono tutte registrate sul cartaceo, ma dal cartaceo al computer da settimane non sono state riportate. Quindi noi siamo a quel 77-78% che non è reale. Stiamo approfondendo perché voglio sapere, con i nomi delle persone, chi non sta facendo quello che deve fare, perché chi non sta facendo quello che deve fare ritengo che se ne deve andare a casa. Basta”.

“Voglio capire perché le aziende non lo stiano facendo, adesso basta, perché altrimenti sembra che sulla griglia debba andarci chi invece si sta spaccando le ossa per organizzare da tutte le aperti. Non voglio giustificare né il commissario Longo né tanto meno la mia persona o le persone che lavorano al nostro fianco, ma non è neanche possibile che ci sia costantemente uno spiedo puntato sulle carni di si sta facendo in quattro tra qui, Roma e tutto quanto, e poi invece sui territori c’è qualcuno che non si sa per quale motivo – e spero non sia per una preparazione di una campagna elettorale, perché la puzza è proprio quella – non sta facendo quanto deve fare”.

“Oggi è la giornata del basta”, ha concluso Spirlì.