《La Calabria non sarà tutta “rossa” e le scuole sono un rischio》

Il presidente Spirlì in avvio del tavolo Covid: alcune aree sono più esposte al contagio e dobbiamo tutelare i ragazzi

“Chiudere la Calabria? Non ho le chiavi”. Conclude così, con questa battuta, il suo lungo discorso, Nino Spirlì, al termine degli Stati generali per l’emergenza Covid. Ha quindi precisato: “La Calabria intera non sarà zona rossa, ma si proteggeranno singoli territori o province. C’è un aumento dei contagi del 33% fra i giovani da 0 a 18 anni e sommati con i familiari fanno circa il 70%”.
Il facente funzioni è poi tornato sulla questione delle scuole, ribadendo che “non può e non vuole porre un freno all’istruzione”, ma che ha ritenuto valido fermarsi temporaneamente. Uno sforzo, ulteriore, in favore dei vaccini. Non manca di lanciare numerose stoccate, parlando anche di una sanità “disastrata”, ereditata in condizioni “tragiche” dopo “anni di ruberie”, che lo stesso Spirlì attribuisce “alla politica, alla criminalità, ai poteri occulti”.
Non nasconde le criticità, invece, il commissario alla sanità Guido Longo, che prende la parola subito dopo Spirlì. Dichiara così di “condividere quanto già detto”, invitando però “tutti” a non far scadere la questione delle vaccinazioni in un mero contesto della campagna elettorale. Nel ribadire le difficoltà incontrate, Longo ha voluto così sottolineare l’impegno del personale sanitario, ma anche la buona struttura messa in piedi per rispondere alla criticità. Parla poi di un “continuo confronto” tramite diversi tavoli con Regione e Protezione Civile, ed anche dei nuovi sistemi di prenotazione per le persone fragili. “Abbiamo avuto un po’ di problematiche di natura tecnica – continua Longo – stiamo facendo il possibile, forse anche l’impossibile, tenendo conto ovviamente della quantità di vaccini assegnati alla Regione”. Quantità definite “tutto sommato accettabili”, continua Longo che parla di “casualità” riferendosi agli stop momentanei riferiti ai vaccini di AstraZeneca. Rimarca poi la disponibilità di ben due piani vaccinali, ai quali “se ne aggiungerà un terzo” redatto assieme alle forze dell’ordine, dei militari, dell’esercito. Bisogna comunque “aumentare le somministrazioni” dei vaccini: “prima facciamo e meglio è per tutti”, tenendo sempre conto delle quantità garantite alla Calabria.