Il centrosinistra “blinda” in Parlamento l’alleanza (per Conte…)

  Un inedito assoluto in vista del voto di fiducia a Draghi. Nasce il gruppo interparlamentare M5S-Pd-Leu con l'ex premier sullo sfondo come totem e con l'inevitabile candidatura unica in ogni turno amministrativo che verrà (non prima di luglio o settembre...)

Un inedito assoluto, a memoria di ammucchiate parlamentari. Un gruppo unico e trino che sancisce la sua alleanza nel momento più solenne e cioè poco prima del voto di fiducia al nascente governo Draghi. Pd, Cinquestelle e Leu stringono in modo “notarile” un patto e fanno gruppo unico interparlamentare e si preparano a disegnare un unico documento programmatico che non può che essere di sfida a Lega e Forza Italia. Della serie, poteva inziare meglio, in termini di coesione politica, il governo di super Mario. 
Per ora il gruppo è previsto in genesi al Senato (la prima tappa parlamentare di Draghi) ma è evidente che è solo apripista.
«Alla vigilia del voto di fiducia al nuovo governo Draghi abbiamo deciso – scrivono in una nota congiunta i tre capigruppo – sollecitati da senatrici e senatori, di intraprendere una iniziativa comune: la costituzione di un intergruppo parlamentare che, a partire dall’esperienza positiva del Conte II, promuove iniziative comuni sulle grandi sfide del Paese».
Due notizie in una, al netto dell’inedito di cui abbiamo già detto. La prima, il centrosinistra si blinda a partire dall’ultimo governo Conte che non a caso gradisce molto l’iniziativa, «si tratta di una scelta giusta e opportuna. In questa fase – prosegue – è ancora più urgente l’esigenza di costruire spazi e percorsi di riflessione che valorizzino il lavoro comune già svolto». Come dire, grazie del perimetro parlamentare che avete disegnato non tanto in mia “memoria”, quanto piuttosto in previsione del mio impegno futuro. Come fosse una “palestra”, per Conte, che il centrosinistra tutto unito ha prefigurato alla vigilia di ogni votazione parlamentare. Come ci fosse il governo di prima a tenere unito il gruppo in forma interparlamentare, con evidente sfondo di sfida e provocazione politica nei confronti dell’altra ala del governo Draghi, quella rappresentata da Lega e Forza Italia con chiaro intento di polarizzare la dialettica riducendo alle briciole lo spazio per il centro. 
Ma c’è un’altra notizia che sta dentro l’inedito parlamentare, o interparlamentare. E cioè che da ora in avanti sarà assai improbabile, se non sconsiderato, che questo stesso gruppo unico si metta a far gare da separati in casa in tutte le urne amministrative che si apriranno da qui in avanti. A partire, manco a dirlo, dalla Calabria (anche se nel “milleproroghe” è allo studio il turno elettorale unico con i Comuni non prima di luglio o settembre, causa pandemia). L’intenzione è quella di far partita assieme, ovunque. Compattando il “campo Conte” contro il centrodestra. Con l’inevitabile deduzione che ogni fuga in avanti in termini di candidature, siano esse solo civiche o solo di partito, verranno sicuramente riviste se non sconsigliate del tutto…

                                                                                                      I.T.