Tansi a Cinquestelle, l’ultima “tentazione”…

Altro vertice da remoto nel centrosinistra che in serata fa il secondo giro di ricognizione. In attesa di conoscere il vero ruolo del Pd è il leader di "Tesoro Calabria" (dovrebbe essere presente come uditore) a tenere banco. Grillini pronti a designarlo come candidato, anche se Morra...

È l’ultima “tentazione”. Di Tansi di far parte organicamente di una coalizione che lo designa e lo candida, per giocarsela e non solo per gareggiare. E dei Cinquestelle di farsene carico, intestandosi la sua nomination. Con buona pace del Tansi stesso che il “tavolo” da remoto del centrosinistra lo ha rifiutato alla “prima” («Graziano e il Pd vogliono solo perdere tempo») e con buona pace degli stessi grillini che alla precedente (a tratti surreale) adunata online hanno indicato genericamente l’identikit del possibile candidato (un sindaco o un presidente di Provincia, fosse anche un ex). Poche ore dopo è arrivato Bombardieri a gettare ombre sulla nuova stagione dello Stretto appena iniziata (dove c’è un sindaco e un presidente di area metropolitana) e chissà perché (o forse si sa benissimo) parte la consultazione tra 200 attivisti Cinquestelle a disegnare il ruolo di Tansi non solo indispensabile alla coalizione (63%) ma persino indispensabile a prescindere (68%), cioè anche se altri non ci stanno. Più investitura di così è difficile da fotografare o da chiedere. E così il secondo “tavolo” da remoto del centrosinistra (previsto per giovedì sera alle 21) una novità la contiene prima di “apparecchiare”. Carlo Tansi, leader di “Tesoro Calabria” che ha disertato la prima riunione, sarà quasi certamente presente alla seconda. Ufficialmente come uditore, come parte in causa del tutto interessata. Sostanzialmente però potrebbe prendere forma una investitura più o meno formale nei suoi confronti da parte dei Cinquestelle il che cambierebbe e non poco la posta e la partita in gioco. Dal virtualismo semantico del commissario Pd Stefano Graziano si passerebbe alle vie di fatto e cioè a discutere su di un nome e un cognome. E che il passaggio sia “nell’aria” e non sia per niente banale lo testimoniano almeno un paio di circostanze (anche inquietanti). Di buon mattino appare un servizio su “il Fatto Quotidiano” a proposito di Nicola Morra che punterebbe la Cittadella, quasi a voler ricordare che lui c’è. Non è notizia nemmeno degna di nota quella della spaccatura all’interno del Movimento ma è chiaro che Morra con il pezzo urbi et orbi sulla stampa nazionale un messaggio a una parte dei suoi lo manda, anche forte e chiaro. L’altra di coincidenza, che fa pari con la serata strategica che potrebbero vivere Tansi e i Cinquestelle, ha a che fare proprio con le viscere del Movimento. Con il “purismo” d’annata, con il ricordo del diniego nei confronti di chi ha fatto parte o fa parte di associazionismo elitario, che sia Rotary o logge massoniche (in riferimento ovviamente a Tansi). Segno evidente che circola dossieraggio ma circola soprattutto nervosismo fuori e dentro lo stesso Movimento e il perché, con ogni probabilità, risiede proprio dentro la caratura di Tansi. Non più considerato una meteora o un esperimento ma un profilo che in campo c’è e con il quale si deve fare i conti perché il seguito ha dimostrato di poterlo esibire. Se Cinquestelle vince le sue faide interne e se Tansi riscopre la voglia di prendere parte ad un “tavolo” che invece ha disertato nettamente alla “prima” c’è poi da capire da che parte ha rifilato il ruolo del Pd il commissario Stefano Graziano. “Mario Merola”, come più o meno simpaticamente e senza mai scriverlo apertamente lo stesso Tansi lo paragona via social. Non è chiaro se la principale forza del centrosinistra e di governo nazionale ha in canna in nome o un profilo da imporre per deduzione. Se cioè sta solo aspettando che gli altri rinuncino per “deficienza”. Il tempo che stringe e i delicati incastri nazionali suggeriscono la via del Pd che cede volentieri ai Cinquestelle la nomination per la presidenza della Regione. Poi però bisogna capire se Zingaretti ha dato mandato a Graziano di perdere ancora una volta senza nemmeno gareggiare o se si aspetta almeno una “partita”. Questo ancora non è chiaro anche se dalle prime “movenze” non è difficile intuire che il fratello di Montalbano non si giocherà la casa dai bookmakers sulla vittoria del centrosinistra in Calabria…
I.T.