Si dimette “Maria” (mentre Longo “nasconde” i nuovi commissari…)

Crocco lascia l'Ufficio (probabilmente prima di essere sostituita) e nel frattempo il commissario convoca personale medico e dirigenziale per predisporre le terne da cui verranno "pescati" i vertici di Asp e ospedali (condividendoli con Spirlì ma, per ora, non con il governo...)

Fine d’anno col botto nell’Ufficio del commissario alla sanità di Calabria. E senza aspettare la mezzanotte di giovedì. Si dimette “Maria”, tanto per cominciare. La “Maria” del video surreale con Cotticelli messo penosamente in un angolo ad incassare prefigurazioni (e minacce) di denunce e manette. Si dimette “Maria”, la vera dominatrice dell’Ufficio. La numero 2 che fa da numero 1 e anche oltre, considerando i suoi buoni uffici romani a partire proprio dal legame con la Adduce e con il mondo che conta nella sanità su scala nazionale. Crocco lascia l’Ufficio ed è come se lasciasse il vero commissario che per anni ha dato le carte alla sanità di Calabria. Diverse le chiavi interpretative attorno alle dimissioni ma ve ne è una che riesce a sopraffare le altre. Crocco avrebbe provato proprio con Adduce a far “bastonare” preventivamente Longo, così da far capire subito come debbono andare le cose dentro l’Ufficio anche in questa stagione. Il progetto però non sarebbe andato in porto vuoi per la reazione veemente proprio di Longo nel corso dell’ultimo Tavolo interministeriale ma vuoi anche, preliminarmente, perché la figura di Maria Crocco difficilmente riesce a isolarsi dal contesto del “disastro Cotticelli” al punto da risultare ancora spendibile.
Da qui le dimissioni, evidentemente da far passare come “gesto” prima che dell’arrivo vero e proprio di una sostituzione, o di una rimozione. Che avrebbero avuto un altro sapore e un altro significato.
Ma i botti di fine anno nell’Ufficio non finiscono qui. Perché proprio in queste ore il commissario Longo sta gestendo e generando una specie di “processione” in ufficio con il susseguirsi di medici e dirigenti a colloquio con lui. Oggetto delle adunate le terne da indicare per il vertice delle Asp e le aziende ospedaliere che sono senza comando a tutti gli effetti dopo il parere negativo del ministero della Salute circa le proroghe. Longo in altre parole sta accelerando in queste ore per designare tre nomi per ogni vertice dopo di che andrà a condividere tutto il “malloppo” di terne con il vicepresidente Spirlì. Oltre però non dovrebbe andare, Longo, in tema di condivisioni. Perché al ministero della Salute e dell’Economia (titolari della gestione del commissariamento) non sanno nulla di queste trattative. La prassi più o meno consolidata vuole che il commissario condivida anche con il governatore le nomine dei vertici di Asp e ospedali, a patto però che sia informato anche il governo prima o poi. E invece pare proprio che manchi questo “passaggio” per ora, il filo diretto con i ministeri. Se così dovesse essere fino all’ultimo la condivisione a due tra Longo e Spirlì a proposito delle nomine di governo della sanità di Calabria (con i ministeri tenuti all’oscuro di tutto) lascerebbe aperta una “porta” ingombrante sul versante delle maldicenze. E cioè che si potrebbe sconfinare tranquillamente nella lottizzazione in quota centrodestra di tutta la partita. Cosa che sorprenderebbe e non poco dal momento che il super poliziotto Longo è stato designato da un governo nazionale (di altro colore) al vertice della sanità di Calabria proprio per tenere fuori la politica regnante locale dalle stanze più importanti della salute…

I.T.