Berlusconi studia una “sorpresa” per il voto di Calabria

Il Cavaliere starebbe corteggiando Santo Versace, dopo la rottura traumatica (ma mai personale) del 2011. È in ogni caso un nome forte e inattaccabile quello che insegue il leader di Forza Italia per la corsa alla Cittadella, «lo dobbiamo a Jole...»

Un dossier mirato, “personale” e sul tavolo del Cavaliere. Con un unico punto fermo, un nome forte e inattaccabile per le Regionali di Calabria. Fuori dai sempre possibili schizzi di fango e fuori, soprattutto, dalle tipiche faide conterranee. Di ogni natura e genere. «Lo dobbiamo a Jole, solo così possiamo in qualche modo continuare il suo progetto di rinascita della Calabria, della Calabria bella» sintetizza un non calabrese di Forza Italia che invece, di Calabria, ne sa più degli stessi calabresi. A metà tra prime urne che si riapriranno in ordine di tempo su scala nazionale e Calabria terra dell’indimenticabile “amica Jole” Berlusconi finisce così per prendere molto sul serio il primo voto del 2021, Covid permettendo. Quello per il rinnovo del consiglio regionale calabrese e per la presidenza della Cittadella. Con due punti fermi sullo sfondo, che sarebbero tre ma in due ci stanno. Da un lato la nomination che spetta a Forza Italia, come per il voto di un anno fa. Si riparte da dove è iniziata la partita. L’interruzione traumatica e prematura della legislatura non cambia il mazzo di carte e il gioco a cui si stava giocando nel centrodestra a meno che non sia la stessa coalizione a deciderlo (Fratelli d’Italia potrebbe dare il via libera a Roma a Bertolaso sindaco in cambio della candidatura in Calabria in quota Giorgia Meloni, è questa l’unica alternativa). Dall’altro l’esigenza ora diventata anche intima e personale, per il Cav, di provare a restituire un nome forte ed evocativo agli affanni e alle depressioni di Calabria. Un nome inattaccabile e propulsivo al solo pronunciarlo. Un nome che faccia fare pace, sul finale, alle tante promesse disattese che anche l’epopea berlusconiana deve accollarsi sul conto delle disillusioni di Calabria. Uomo o donna che sia.
È Santo Versace uno dei profili forti ed evocativi che Berlusconi starebbe corteggiando per una corsa elettorale, quella calabrese, che negli ultimi tempi ha acquistato una valenza mediatica, e simbolica, di tutto rispetto.
Un nome quello di Santo Versace, manco a dirlo, che per Berlusconi poi vale il doppio perché ricuce una ferita tutta e solo politica e che risale al clamoroso strappo del 2011. È il 29 settembre, è il giorno del 75esimo compleanno del Cavaliere. Versace invia fiori e lettera di dimissioni dal gruppo del Pdl al Senato, passa al Misto, «è il mio regalo per Berlusconi» commenta in radio a “Un giorno da pecora”. «Tutti quanti vorremmo che si godesse la vita e passasse la mano. Berlusconi è un imprenditore illuminato, un uomo straordinario e una grande persona ma oggi lui stesso dovrebbe capire che è il momento di agevolare il centrodestra a rigenerarsi. Caro presidente ha delle bellissime ville ai Caraibi: si goda la vita!». Nove anni fa ma non sembra ieri. Gli anni passati si sentono tutti. Da allora disastri (politici e non solo) di Calabria ma anche un Berlusconi che non ce l’ha fatta a staccare le sorti di Forza Italia e del centrodestra dal suo destino personale. Ora come allora però un Santo Versace che è rimasto, lui sì, icona inattaccabile del made in Calabria che funziona. Non è dato sapere se il “corteggiamento” sortirà rose o se prevarranno le spine così come non è chiaro se è questo di Versace l’unico nome forte al momento che Berlusconi vorrebbe concedere in “dono” alla Calabria. Comunque andrà, ed è tutt’altro certo che sarà un successo, Berlusconi non intende perdere di vista le sorti del voto di Calabria. Inseguendo una rivincita alla grande. «Lo dobbiamo a Jole…».

I.T.