Baraonda “by night” nel centrosinistra, «Graziano ci prende in giro, vuole Viscomi»

Dalle 22 alle 6 del mattino interpartica surreale con Tansi che solo alle prime luci dell'alba lascia il "tavolo". Ugo Vetere a testa bassa contro il commissario Pd: gioca alle tre carte lasciando che si brucino Irto e Tansi così da candidare il deputato. Sollecitati i Cinquestelle calano "l'asso": noi proponiamo Nicola Morra

Tocca ad Angelo Maria Sansa, poco meno di ottantanni ma mente lucida pre e post democristiana, scattare la “foto” di gruppo quando ormai l’alba s’è colorata. Sulle spalle porta la maglietta del Centro democratico di Tabacci e per una nottata intera ha assistito all’interpartitica “by night” del centrosinistra di Calabria, ovviamente senza cavarne un ragno dal buco. Finché non prende la parola e, letteralmemnte, “cazzia” tutti. Ma proprio tutti, nessuno escluso. Ed è lui che alla fine dà le “carte” per l’ultimo giro. Ci si rivede nelle prossime ore se si hanno novità e nomi che hanno reali possibilità di superare le “forche caudine” del tavolo altrimenti che ognuno mangi il panettone a casa sua e non ci si vede da remoto nemmeno per gli auguri, tanto così non serve. Una specie di lezione di pragmatismo e funzionalità politica, quella dell’ottantenne Sansa. Con orecchie che fischiano una bellezza in giro per il web a cominciare da quelle del “cartaro” per eccellenza, il commissario del Pd Stefano Graziano che in cuor suo Carlo Tansi non ha mai smesso di identificarlo come Mario Merola nemmeno un secondo. Neanche uno. All’interpartitica “by night” Tansi ci partecipa con discreta convinzione di uscirne vincitore, sfidando caffè, sbadigli e approssimazioni linguistiche in giro per la Rete. Poi ad un certo punto intuisce (un po’ tardi) l’antifona e la trappola e si arrende al sonno. Al suo posto resta Ugo Vetere, della stessa sua parrocchia. Ed è proprio Vetere a dire quello che Tansi non può anche perché l’ex capo della Prociv se n’è andato a dormire e poi una porticina individuale è sempre meglio lasciarla aperta. Vetere no, invece. L’ultimo caffè delle prime luci dell’alba lo rinvigorisce al punto che tira tutto fuori e punta il “mitra” contro Graziano. Reo, secondo lui, di voler prendere tutti in giro, più o meno abilmente, così da bruciare sul “tavolo” ardente un nome dopo l’altro. Da Irto a Tansi, tanto per dire. Nessuno dei due nomi ha reali possibilità di spuntarla al tavolo e per svariate e diverse ragioni e questo Graziano lo sa benissimo, perde e prende solo tempo (questo, in sintesi, il concetto di Ugo Vetere). Perché il commissario Pd ha un solo progetto e un solo nome vero in mente, tuona ancora l’alfiere di Carlo Tansi. Ed è quello del deputato Viscomi. Gelo e silenzio nel web del centrosinistra “by night”. Tra volti che arrossiscono e colpi di tosse al limite del tatticismo. Ma è gelo e silenzio assoluto, il primo e più significante di tutti proprio quello di Graziano. Al punto che è sempre Vetere a sfidare fino in fondo. Se non è così faccia i nomi Graziano. Il Pd dica chi sono o chi è il suo miglior candidato, questo il reiterato affondo di Vetere. Ovviamente continuando a incassare altro gelo e altro silenzio. Finché poi ad un certo punto Vetere non inizia a stuzzicare anche i Cinquestelle. Con la stessa tecnica, ovviamente non fidansosi più (o non essendosi mai fidato) dell’ipotetico sostegno pentastellato proprio attorno al nome di Carlo Tansi. Ma i Cinquestelle chi vogliono? Chi è il loro vero candidato, chiede Vetere. Ma qui il gelo e il silenzio incassato da Graziano viene invece interrotto dalle parole del deputato Cinquestelle Tucci. Che evidentemente accetta la sfida (o non vedeva l’ora di farlo). Il nostro nome potrebbe essere quello di Nicola Morra, “sentenzia” Tucci.
È giorno ormai. Dovrebbe farsi chiamare “alba” quella che vede sorgere il Sole ad est ma quando si ha a che fare con il centrosinistra di Calabria non sai mai se dietro l’angolo c’è sempre un tramonto poi…

I.T.