《Far credere ancora che si voterà a febbraio è un imbroglio, è impossibile aprire le urne》

Appello dei sindaci della provincia di Cosenza al presidente facente funzioni della Regione Nino Spirlì: ne prenda atto, la pandemia è nel pieno del suo sviluppo

《Nella giornata di ieri il presidente del consiglio Giuseppe Conte, sentito il parere del Consiglio dei Ministri e quello del CTS e, tenuto conto dei numeri del contagio che non accennano a diminuire, ha diramato un nuovo DL con il quale ha dichiarato tutte le regioni d’Italia nuovamente zona rossa. L’elezione per il rinnovo dei consigli comunali ha già subito un rinvio (dal 5 al 18 aprile 2021 e non viene escluso un ulteriore rinvio a causa (sembra assurdo anche doverlo ribadire) della pandemia generata dal covid-19.
In questi ultimi mesi abbiamo chiesto agli esercizi commerciali e ai cittadini in generale, grandi sacrifici di natura economica e di privazione della libertà personale. In queste ore stiamo chiedendo, ancora alle famiglie, di evitare ricongiungimenti familiari per evitare lo scatenarsi di focolai per potrebbero far oscillare verso l’alto la curva dei contagi. Noi sindaci stiamo lavorando senza sosta per garantire ai nostri cittadini i servizi nella massima sicurezza. Alcuni di noi sono dovuti ricorrere alla chiusura delle scuole poiché il tracciamento nella nostra regione è del tutto saltato, portando il consiglio dei ministri a inserire la Calabria tra le regioni rosse. Riteniamo, alla luce di quanto scritto, che sia da
da irresponsabili non voler rinviare la data delle elezioni indette in Calabria per il 14 Febbraio. Ritenere di poter avviare una campagna elettorale tra 20 giorni è oltremodo fuori da ogni logica e rispetto. Tra 20 giorni, volendo essere realisti, saremo ancora in piena pandemia. Il commissario Arcuri proprio in queste ore non sta nascondendo tutta la sua preoccupazione per un’eventuale terza ondata che potrebbe colpire il paese tra gennaio e febbraio. E proprio Lei, Presidente Spirlì ha annunciato per le prime settimane di gennaio una grande campagna di vaccinazioni nella regione. In pratica si andrà al voto senza la possibilità di fare campagna elettorale, senza ascoltare i calabresi, senza la loro partecipazione e senza dare a tutti la certezza di essere stati vaccinati. I cittadini oggi sono ancora molto preoccupati per il virus e per la crisi economica che la pandemia ha causato. Davvero vogliamo portare i calabresi ad astenersi dal voto? Perché questo è l’unico risultato che otterremo se continueremo a percorrere questa via. Ci chiediamo: a chi gioverà tutto questo? A chi, oltre che a coloro che hanno la capacità di mettere in campo un voto organizzato e controllato? Chi ha paura dei calabresi? Votare il 14 febbraio è qualcosa che somiglia ad un imbroglio, qualcosa che vuole impedire ai calabresi di partecipare ad una così importante tornata elettorale. Senza informazione, senza iniziative politiche, senza programmi: una conta solo per assicurarsi poltrone. Le chiediamo sinceramente di ripensarci e rinviare la data delle elezioni a quando sarà possibile, per tutelare la salute dei calabresi e rispettare il diritto di tutti a partecipare alla scelta di quello che sarà il nuovo presidente della Regione》.

Pino Capalbo (sindaco di Acri)
Francesco Lo Giudice (sindaco di Bisignano)
Domenico Lo Polito (sindaco di Castrovillari)
Stanislao Martire (sindaco di Casali del Manco)
Salvatore Monaco (sindaco di Spezzano Sila)
Lucia Nicoletti (sindaco di Rogliano)
Agostino Chiarello (sindaco di Campana)
Simona Colotta (sindaco di Oriolo)
Franco Cesare Mangone (sindaco di Calopezzati)
Lucia Papaianni (sindaco di Paterno Calabro)
Umberto Federico (sindaco di Luzzi)