Lega, lo scontro prima del “potere”…

Partito di lotta, di governo ma anche di intrighi alla calabrese e di tensione altissima tra Invernizzi e Furgiuele. Epicentro Catanzaro: spostamenti di truppe verso il Carroccio ma solo in cambio di poltrone del comando

In principio non solo “fecit deus” ma fecit soprattutto Cristian Invernizzi. È lui, il commissario della val bergamasca, che muove le prime pedine dentro il ventre del potere di Calabria ed è lui che, per questo, si intesta la genesi dello scontro a volto scoperto con il deputato di Lamezia Domenico Furgiuele. Il destinatario del “verbo” di Salvini, prima dell’irruzione lombarda e prima dello scontro tra i due che ormai è seriale. Ultimo e decisivo di un ring tutto interno alla Lega il braccio di ferro per le Regionali che rischia di consegnare troppe rogne dietro le schede del 26. E tante incognite.
La “mela” del peccato è l’accordo primordiale tra Invernizzi e Sergio Abramo. Correva il tempo, per niente lontano, delle ambizioni fondate (e perseguite fino all’ultimo) del sindaco di Catanzaro di correre per la presidenza della Regione. Sul finale di partita, prima dell’ultima curva, il colpo micidiale di e per Jole Santelli ma Abramo è stato in partita anche perché poteva contare sul via libera del “notabilato” della Lega, appunto grazie ad un accordo di ferro (ma mai di Ferro) proprio con il commissario Cristian Invernizzi. Il quale avrebbe dovuto aiutare Abramo a superare gli scogli fino all’investitura finale dell’intero centrodestra in cambio, questo lo schema originario del “patto”, il sindaco di Catanzaro si sarebbe impegnato anche solennemente a consegnare da governatore la delega alla Sanità proprio ad una figura molto vicina ad Invernizzi, l’ex senatrice Anna Mancuso. Nessun veto o persino un red carpet della Lega nei confronti di Abramo governatore e come “ricevuta di ritorno” un riconoscimento politico che poi, vincendo le elezioni, diventa anche di potere e di gestione. Poco o niente di cui scandalizzarsi. Siamo pur sempre nel circo della regnanza politica che verrà, che sente odore di potere, avverte che il suo momento sta arrivando e disegna a matita truppe e poltrone. Non del tutto a buon fine, il patto primordiale, perché poi come è noto Abramo non la spunta per la nomination a governatore ma non per questo Invernizzi abbandona il progetto. Il disegno. Anzi, il piano B del commissario è immediato e non meno efficace, ancorché ambizioso. Continuando ad urtare e non poco gli scenari che invece s’è prefigurato proprio Domenico Furgiuele.
Con Jole Santelli che ormai l’ha spuntata su Sergio Abramo ecco che arriva il tempo delle liste ed ecco che Invernizzi fa candidare Filippo Mancuso con la Lega (doveva essere Baldo Esposito il destinatario principe del Carroccio catanzarese, ora invece dirottato sulla Cdl in uno scontro “fratricida” con Pino Gentile direttamente dalla circoscrizione di Cosenza, forse c’è posto solo per uno dei due), disegnando così nel collegio centrale una lista quasi ad hoc per non ostacolarne l’elezione. E questo è solo l’antipasto. Perché poi, i “piatti” veri, sono strappare lo stesso a Santelli la Sanità e in aggiunta pure l’assessorato al Bilancio, questo a beneficio dell’aspirante governatore fino all’ultimo chilometro, Sergio Abramo. Il quale poi dovrebbe spostare le sue truppe nella Lega in cambio dell’appoggio per un ruolo importante a Catanzaro a Walter Rauti, amico di Invernizzi che lavora in un ristorante a Milano e a cui il commissario regionale, che vuole occuparsi di Bergamo, ha sostanzialmente delegato il partito in Calabria. Tra una polenta e un bicchier di vino pare sia proprio Rauti ormai il maggior “consigliere” di Invernizzi per cose di Calabria, al punto da “meritarsi” in prospettiva persino un posto da deputato, quando si tratterà di aprire urne per le Politiche. Tanto le liste le dovrà in qualche modo “istruire” proprio Invernizzi, che non a caso ha intenzione di restare da queste parti fino alle prossime Politiche da commissario in carica. Per disegnare meglio il possibile comando della Cittadella, certo. Magari un seggio parlamentare per l’amico dal ristorante buono, quando si tratterà di votare per il Parlamento. E perché no, visto che ci siamo, anche per un seggio tutto suo. A furia di starci la Calabria finisce per entrarti nel cuore e rappresentarla in Parlamento può diventare una passione. Anche Furgiuele ce l’ha. Quantomeno ce l’aveva…

I.T.