Interdittive antimafia, la Calabria al primo posto

Pubblicati gli elenchi dell’Anac; la regione “saldamente” al comando per ditte “a rischio” con 4 delle 5 province nella top ten delle città italiane con il maggior numero di provvedimenti prefettizi negli ultimi anni

Province italiane con il maggior numero di interdittive antimafia, Cosenza nella top ten delle città italiane con i maggiori rischi di infiltrazione. I recenti dati pubblicati dall’Anac dipingono un quadro impietoso, l’ennesimo, per la Calabria con 4 de lle 5 province regionali nei primi otto posti della classifica delle città con il numero maggiore di ditte raggiunte da interdittive antimafia negli ultimi anni. Cosenza all’ottavo posto nell’elenco divulgato dall’Anac, in cui Reggio e Vibo sono rispettivamente al primo e secondo posto in Italia. Per svolgere le funzioni di vigilanza sui contratti pubblici istituzionalmente previste, l’Autorità nazionale anticorruzione detiene e gestisce il Casellario informatico delle imprese. All’interno di esso vengono annotate tutte le informazioni salienti relative agli operatori economici qualificati a contrarre con la Pubblica amministrazione: ragione sociale, indirizzo, partita iva, rappresentanza legale, organi con potere di rappresentanza, trasferimenti d’azienda, natura ed importo dei lavori eseguiti, ecc. Fra le notizie per le quali è prevista l’annotazione nel Casellario rientrano anche episodi che possono comportare il divieto di partecipare a gare pubbliche: gravi negligenze nell’esecuzione di lavori, risoluzioni contrattuali per gravi inadempienze contrattuali, false dichiarazioni sul possesso dei requisiti di partecipazione o sulle irregolarità contributive, omissioni su condanne penali, violazioni delle norme in materia salute e sicurezza sul lavoro, sentenze di condanna o di patteggiamento per reati contro la pubblica amministrazione. Tra i provvedimenti comunicati all’Anac per l’annotazione rientrano anche le interdittive antimafia emesse dalle Prefetture. Sulla scorta di tale presupposto l’Autorità è dunque in grado di conoscere il numero degli operatori interdetti per infiltrazioni mafiose, sebbene limitatamente a quelli qualificati per partecipare a procedure di gara indette dalla Pubblica amministrazione (le interdittive emesse nei confronti di tutte le altre società non rientranti in tale casistica, quali ad esempio gli esercizi di ristorazione, pure notoriamente numerose, non sono difatti comunicate all’Anac). E i numeri pubblicata dall’Anac nelle scorse settimane risultano comunque “al ribasso”, come si legge nello stesso dossier. “Benché indicativo del tentativo di condizionamento mafioso nel settore degli appalti pubblici, il numero di aziende interdette risultante dal Casellario informatico dell’Anac è pertanto da considerarsi parziale e, in termini assoluti, verosimilmente inferiore a quello delle aziende destinatarie di interdittiva antimafia nel loro complesso”. Dati su cui riflettere.