Galeone serena davanti al gip

L'interrogatorio di garanzia dell'ex prefetto di Cosenza, agli arresti domiciliari

Fluida, coerente, fredda e determinata. E soprattutto serena nel fornire la sua versione dei fatti, tesa ad ecludere ogni ipotesi di reato. È durato poco meno di un’ora e mezza l’interrogatorio di garanzia dell’ex prefetto di Cosenza Paola Galeone, destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare emessa dal gip del tribunale su richesta della procura della Repubblica. L’ex prefetto, assistita dai legali Sammarco e Carratelli, ha argomentato con coerenza lo svolgersi dei fatti che naturalmente, questa la sua versione, si muovono in un ambito evidentemente assai diverso rispetto alle ipotesi di accusa. Che, come è noto, si inquadrano invece in un delicato contesto accusatorio ormai arcinoto, con la scenografica dazione dei denaro da parte di Cinzia Falcone all’interno di un bar del centro. Dazione di denaro, 14 banconote da 50 euro in una busta gialla, a corollario di un’emissione di una fattura di comodo che Galeone avrebbe richiesto a Falcone il 23 di dicembre. Ne è seguita una narrativa pubblicistica che inquadra nei giorni di festa, e tra Natale e Capodanno, il consumarsi del tutto con la Squadra Mobile della questura a confezionare l’ipotetica prova e la procura a richiedere poi la custodia cautelare domiciliare a cavallo dell’ultimo dell’anno, poi concretizzatasi dal gip i primi giorni del 2020. Da qui i domiciliari a Taranto per Paola Galeone fino all’interrogatorio di garanzia di oggi davanti al gip, con il contenuto che rimane chiaramente e rigorosamente top secret, se non appunto nella descrizione generale che ne consegna una Galeone assolutamente serena e coerente nell’esposizione dei fatti.

 

I.T.