Sanità, quel precedente che spaventa i “predatori”…

Per una volta struttura commissariale, dipartimento regionale e Asp di Cosenza all'unisono nella distribuzione della “torta” del Cnr di Mangone (500mila euro). Quattrini spalmati a chi eroga le stesse prestazioni. E scatta l'allarme tra i “poteri forti” e storici che si celano dietro laboraratori di analisi e cliniche private

Non è la cifra in sé che allerta i “tavoli” e arma i “capelli bianchi” della sanità di Calabria. Le griffe aziendali più attempate, quelle storiche, quelle annidate e con rendite di posizione ormai consolidate. È il precedente che spaventa, il criterio, la torta al centro del tavolo e divisa (per una volta) per fette “meritevoli”. È questo “messaggio” con ogni probabilità che fa scattare l’allarme e la contraerei dei poteri più endemicamente forti che si nascondono dietro alcuni laboratori di analisi e cliniche private, che poi in alcuni casi coincidono come proprietà industriali. La “torta” da dividere e che è stata divisa è quella del Cnr di Mangone, del caso ce ne eravamo già occupati di recente. Esattamente mezzo milione di euro per prestazioni inerenti “Diagnostica per immagine” e “Genetica medica”. Questa la cifra assegnata originariamente al Cnr di Mangone nel Dca 26/2019. Cnr che però sottoscrive in ritardo il contratto di accettazione del budget al punto che, siamo ad aprile, la struttura commissariale revoca la cifra assegnata fornendo «indicazioni di ridistribuire il tetto di spesa già assegnato alla medesima, alle strutture accreditate già firmatarie di contratto ed eroganti la stessa tipologia di prestazioni e specificatamente: diagnostica per immagine e genetica medica». A quel punto l’Asp di Cosenza (Bernaudo e Reda a rappresentarla) convocano il 22 ottobre le strutture accreditate e ricadenti, come prestazioni da fornire, nella stessa tipologia indicata dal dipartimento della Regione e ribadita nella revoca del budget dalla struttura commissariale. E cioè, per la “torta” del Cnr e per le sue specifiche prestazioni, 500mila euro per diagnostica per immagine e genetica medica. Si siedono in 4 al tavolo dell’Asp di Cosenza e si dividono la “torta” del Cnr, ovviamente con tecnica suppletiva rispetto a quanto doveva fornire lo stesso Cnr salvo poi risultare inadempiente. Biocontrol Imaging (diagnostica per immagine, 150mila euro). Anmi Centro Diagnostico (diagnostica per immagine, 150mila euro). Ev Laboratori (genetica medica, 75mila euro). Biogenet (genetica medica, 125mila euro). È il 24 ottobre e viene sottoscritto il contratto. La “torta” del Cnr è stata suddivisa equamente a chi era ed è in grado di fornire le stesse prestazioni per cui era stato originariamente assegnato il budget alla struttura di Mangone. Ed è questo il “precedente”, o se vogliamo il “peccato originale” che ora spaventa invece chi negli anni ha confidato in altre tecniche al riguardo. Torta al centro del tavolo e quello che avanza, e ogni anno ne avanza sempre un bel po’, se la pappano i più svelti. I più annidati. I più storicizzati. I più sgamati. Ma per una volta, che fa precedente “pericoloso”, l’asse dipartimento regionale-struttura commissariale e Asp di Cosenza mette sì la torta al centro ma la divide seguendo i criteri d’assegnazione originari del budget in questione. Ed è forse per questo che le “regnanze” della salute (Pellegrini, Fratto, Belcastro e Cotticelli) vengono prese di mira in un documento a firma di “Federlab Calabria”. Perché è il precedente che “spaventa”, la divisione della torta e non la torta in sé. Della serie, se passa questo criterio poi sono dolori per le anchilosate rendite di posizione. Federlab Calabria si chiede invece, a proposito del mezzo milione destinato al Cnr e diviso a chi offrire le stesse prestazioni, se «è corretto spartire mezzo milione di euro a quattro strutture che erogano sempre le stesse e poche prestazioni (che probabilmente non riusciranno neanche a erogare), piuttosto che pagare prestazioni già effettuate nel corso dell’anno a garanzia dei Livelli minimi di assistenza?».
«Rinnoviamo ancora una volta l’invito a volerci sentire – continua Federlab Calabria -. sarebbe il caso che, a seguito di una ponderata riflessione su quanto sopra, si prenda in seria considerazione la possibilità di revocare responsabilmente la delibera in oggetto». Insomma Federlab Calabria chiede alla reggente dell’Asp di Cosenza, Pellegrini, di riavvolgere il nastro e di rimettere al centro del tavolo la torta intera del Cnr. Ovviamente con il mezzo milione sano sano nuovamente da spartire. Tenendo conto, magari, di chi eroga prestazioni utili ai Lea e non per forza le stesse prestazioni per cui era stato assegnato il budget al Cnr. Prendiamo sta torta e facciamoci altro, insomma. Le fette poi si vede chi se le mangia, più o meno quelli di sempre sono. Alla reggente dell’Asp Pellegrini il finale del romanzo. Confermare “quel precedente” che cambia un pezzo di storia della sanità di Calabria, e che tanto “spaventa”, o prendere in considerazione la richiesta di Federlab…

I.T.