«Né Callipo, né Aiello (né Talarico… )»

A ruota libera la deputata Pentastellata Dalila Nesci, «tocca a noi del Movimento esprimere un nome, non serve un imprenditore o un esponente della società civile che non conosciamo». Intanto sul “Blog delle Stelle” via alle “regionarie” fino al 4 dicembre

Alla pioggia che avrebbe fermato Gigi Di Maio al punto da rinviare la prevista conferenza stampa di oggi in Calabria credono in pochi, men che meno Dalila Nesci. «Maltempo? Luigi sta valutando meglio chi candidare come presidente, deve ancora decidere, c’è ancora qualcosa che va “limitato”…». È il sito “Huffpost” a raccogliere oggi le confessioni mica tanto sottovoce della parlamentare vibonese che non ha mai fatto mistero di ambire ad una sua di nomination per la presidenza della Regione. E non ha mai potuto far mistero, tra l’altro, d’essere alla guida di una corrente non marginale dentro l’intifada dei pentastellati di Calabria, dove volano sberle e coltellate sotto e sopra il tavolo. Ma lei, Dalila Nesci, la sua la dice e la sua la fa pesare anche in virtù di un caretterino simile al piccante della sua zona, il Vibonese. In queste ore De Masi (imprenditore “eroe” e vittima delle cosche ma anche corteggiato in passato da Salvini, senza che il fatto lo irritasse in alcun modo) sta provando a riavvicinare Pippo Callipo, il master del tonno che però ha sbattuto la porta di recente rinunciando a qualsiasi investitura con l’aria che tira nel centrosinistra in Calabria. Ma Nesci, alla sola eventualità di un “ritorno di fiamma” di Callipo nella partita, preferisce stroncare in fasce ogni movenza. «Né Callipo, né Aiello, non serve un imprenditore né una persona della società civile che non conosciamo», rendendo facilmente estensibile il concetto anche al “re delle cravatte” Maurizio Talarico (questo in quota civica ma prevalentemente Pd, sia pure in passato con esperienza nel centrodestra) e non a caso qualche giorno fa Agazio Loeiro, dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano”, ne ha profetizzato la rinuncia così come poi è avvenuto per Rubbettino. Per Nesci quindi, a capo di se stessa che vorrebbe al primo posto tra le nomination ma anche a capo di una bella fetta di Movimento in Calabria, va bene provare a riannodare il filo con il Pd ma al netto di alcune condizioni, «anche perché noi siamo più forti in Calabria che in Emilia, quindi devono andarci piano perché qui abbiamo lavorato di più. Va bene il dialogo con una sinistra rinnovata ma tocca a noi del Movimento esprimere un nome». Che poi tradotto e neanche senza fatica “alla calabrese” può voler dire annusiamoci finché si vuole e si può, ma al massimo qui, caro Pd, potete starci appresso e appresso al nome che scegliamo noi. Solo appresso. E nemmeno senza darlo troppo a vedere. Anche perché da qualche ora, così come annunciato dal “Blog delle Stelle”, è aperto il casting del Movimento per la selezione dei candidati al consiglio regionale. Il talent via web, aperto sia in Emilia che in Calabria, chiamato a selezionare i primi consiglieri regionali della storia con la maglietta Cinquestelle. Mica un’impresa qualsiasi…

I.T.