Mare grosso nella Lega. E spunta Caterina Chiaravalloti…

L'asse Invernizzi-Sofo (nella foto) al comando delle operazioni di Calabria, tra l'emarginazione di Furgiuele e i “no” agli Occhiuto (e i “ni” ad Abramo). Pronto un documento di sfiducia di 35 amministratori verso il commissario, protestano perché non vogliono la transazione dei Gentile dentro la partita. Nel mentre “sale” il “jolly” azzurro che va bene anche a Salvini, la figlia magistrato dell'ex presidente della Regione

Tira tu in porta (vuota), tocca a te, ma poi ti dico io se è gol. E se mi piace lo faccio convalidare, sennò niente. Come il gatto con il topo, o per restare in “campo” come la squadra che fa finta di far giocare anche l’altra. Così la Lega stende le tende e fa le carte in Calabria. E tiene Forza Italia come ruotino di scorta a cui ha promesso quando era “gonfia” di essere montata. Agli azzurri la nomination di Calabria, la promessa Salvini non è al momento stuprata. Purché il nome che poi deve andare a vincere la Cittadella (secondo i sondaggi che hanno in mano) sia gradito. Vada a genio. Non tanto a Salvini, che ha molto altro a cui pensare. Quanto al duo Invernizzi-Sofo, con il primo che fa il commissario di Calabria ma con il secondo, sostanzialmente, che fa quello deve fare un commissario. E cioè comanda, per davvero però. Il giovane di Bovalino e soprattutto fidanzato con la nipote di Marine Le Pen fa in questa fase quello che si chiama il bello e cattivo tempo. E in attesa di una “chiamata” dal Parlamento europeo esibisce “pieni poteri” in Calabria, con Invernizzi che gli presta il nome intestandosi il commissariamento. Non c’è molto altro loro due, oltre Sofo e Invernizzi. Se si fa eccezione per il parlamentare di Lamezia Furgiuele che subisce quello che può passare una zattera lasciata controvento in mezzo al mare. Il duo di cui sopra, giusto per perimetrare l’emarginazione del deputato, gli fa togliere il simbolo della Lega nella competizione comunale di Lamezia (casa sua) e sistematicamente, sempre il duo, lo tiene fuori da riunioni e “chiamate”. Come quella dell’altra sera a Catanzaro, con i giovani. Furgiuele neanche invitato. Niente male per uno che era intestatario del Carroccio in Calabria, prima dell’avvento del “duo”, con Sofo nettamente al comando delle operazioni. Quando è servita l’accetta è venuto Salvini a bocciare con virilità Mario Occhiuto. Serviva spaccare la pietra. Al resto, perché ormai sono dettagli, ci può pensare anche il “duo”. E così palla a Forza Italia, a cui tocca fare il nome del candidato, e il “tribunale” del comando leghista li fa sflilare i candidati in abito da sera. Fuori Mario, come potrebbe stare dentro Roberto? Il concetto degli Occhiuto “out” dalla presidenza non è stato solo ribadito l’altra sera a Cosenza nel corso di una riunione tra i giovani ma sarebbe stato “certificato” nel corso di un summit preparatorio con lo stesso quartier generale nazionale di Forza Italia. Ma la palla, o il calcio di rigore, tocca sempre a Forza Italia. Il “duo” può solo promuovere o bocciare, dopo la “sfilata”. E sul red carpet neanche Sergio Abramo avrebbe convinto. Questioni interne agli azzurri con il “duo” (contento) che aspetta ai bordi del fiume. Un nome, quello di Abramo, con troppi grilli per la testa secondo i progetti del duo Sofo-Invernizzi. Un nome con una impronta governativa, persino con una squadra in testa. Troppo per il “duo” Sofo-Invernizzi. Che in mente hanno ben altro e ci stanno lavorando sodo. Un candidato con la maschera di Forza Italia ma talmente permeabile da apparire persino neutro. Incolore. L’ideale per il “duo”. Che in testa ha un lavoro mica male. Portare dentro Pietro Molinaro, deus del pianeta agricoltura. Un nome forte in partita, un giorno a capo delle terre di Calabria (si augurano), settore sul quale il Carroccio punta molto per far cassa seria con la sanità congelata. Ma soprattutto, Sofo e Invernizzi, hanno in mente la transazione dei Gentile direttamente nella Lega con Pino che dovrebbe (nei piani) rientrare persino in giunta regionale. Un colpo da maestri. E proprio contro la transazione dei Gentile direttamente nella Lega s’è scatenato il finimondo nel ventre del Carroccio di Calabria. Il 15 è in programma una vera e propria adunata nella quale verrà presentato un documento di sfiducia nei confronti del commissario Invernizzi (e di Sofo, soprattutto). Almeno 35 amministratori si sono messi seriamente di traverso rispetto a questo progetto e minacciano di abbandonare il campo se resta in piedi l’ambizione di far transitare i Gentile nella Lega. Ma il “duo”, per ora, va avanti lo stesso. E punta in alto, molto in alto. Direttamente alla vicepresidenza della Regione, questa sì poco formale e molto sostanziale. Con Sofo direttamente. Sì, proprio lui. L’unico destinatario delle confidenze e delle ambizioni di Salvini dal Pollino a scendere. Molinaro e Gentile assessori e Sofo vicepresidente. Molto poco vice e molto presidente a tutti gli effetti. Il progetto è pronto, le emarginazioni pure. Il red carpet ha sfilato chi non va e Forza Italia sempre una nomination ha in canna. Che però deve così tanto piacere alla Lega da passare per buona. E chi meglio di un magistrato, donna, dal cognome griffato. Calabrese, certo. Ma attualmente in servizio fuori, è presidente del tribunale di Latina. Basta una comunicazione al Csm. È Caterina Chiaravalloti il nome che sta circolando nelle stanze che contano. E non è dato sapere se più per sua ambizione o per convergenze prallele. Non foss’altro che per trascorsi familiari è questa nomination tutta di Forza Italia ma chissà perché piace assai soprattutto alla Lega. E al duo Invernizzi-Sofo. Il nome giusto per costruire attorno il resto del “castello”. E poi che suggestione. Un (una) Chiaravalloti ancora in auge nella politica. Peppino, il padre, ha governato con il centrodestra la Calabria dal 2000 al 2005. E da magistrato pure lui. Sembra ieri, ma è oggi. Ma ci sarebbe ben poco di cui scandalizzarsi, del resto. Loiero (che è venuto dopo di lui) condiziona ancora la regnanza quantomeno del Pd e persino Callipo (candidato nel 2010, è arrivato terzo su tre) portrebbe tornare in corsa niente di meno che per la Cittadella. Per non dire di Oliverio. Sembra ieri. E torna in mente una illuminante (tragica) battuta di un turista straniero ospite nei defunti villaggi Valtur di Calabria. Nel corso di una escursione lo trascinano dalle coste fino ai ruderi della Magna Graecia. Che lo abbagliano. Sono immensi, li definisce. Questa è una terra magnifica, tuona. Ha solo un problema, sentenzia. Ha il futuro alle spalle…

I.T.