Il Nazareno “valuta” il sostegno ad Aiello (a determinate condizioni… )

La Cgil riapre la partita con il suo appello all'unità da ricercare ancora tra Pd e Cinquestelle. Per ora risponde (positivamente) solo il commissario Graziano. Dai Pentastellati ancora silenzio ma si intreccia con l'Emilia una nuova possibilità...

Sposato “apre”, Graziano non “chiude”, Parentela (per ora) “tace”. La foto del momento è questa ma non è immobile né infrangibile. Ci si muove sotto il tavolo a metà tra diplomazie più o meno ufficiali e alti in grado. Certo è che la segreteria generale della Cgil calabrese ha, di fatto, riaperto un pertugio che era chiuso con il lucchetto a doppia mandata. Riannodare un filo, un “perché, un motivo e un obiettivo per stare ancora insieme tra Cinquestelle e Pd. Con quest’ultimo che “corteggia” di più e la prima che ancora se la tira e non si lascia andare (e forse non sa nemmeno cosa fare). All’appello di Angelo Sposato (unità di obiettivi alle regionali, sennò vincono le destre) il commissario del Pd Stefano Graziano risponde rilanciando. Della serie, forse non aspettava altro. Per Graziano le “orecchie” del Pd restano sempre accese, sveglie. È dai Cinquestelle che semmai quando non arrivano insulti si ode, al massimo, solo un silenzio assordante. Ma, al netto di alcune e ben determinate condizioni, per Graziano l’unità si può ancora ricercare. E al netto dell’adesione incondizionata dei Cinquestelle alla piattaforma programmatica e civica che propone il Pd l’accordo non solo è perseguibile ma persino necessario. Quasi fosse irrazionale non raggiungerlo. Nella sua nota Graziano amplifica poi il concetto di piattaforma programmatica a partire da una risonanza tutta civica della corsa elettorale che poi si deve trasformare, una volta nel “palazzo”, in una operazione di trasparenza assoluta nella pubblica amministrazione. Sanità in testa, evidentemente. Qui poi ognuno la può leggere come vuole la sottigliezza, a cominciare da una squadra di governo regionale che il Pd non dispera possa essere anch’essa tutta civica e per niente politica. Ingredienti questi che potrebbero eccitare e non poco la “corteggiata” pentastellata ma, al momento, solo silenzio arriva da Parentela fino ai piani superiori. Certo ha tuonato Beppe Grillo, eccome se ha tuonato. Giù le mani da Di Maio e soprattutto nuovo accordo di governo con il Pd a gennaio. Ma a gennaio, se l’Emilia va a Salvini, ci si arriva solo per programmare lo scioglimento delle Camere e riportare il Paese al voto con le altre Regioni ad aprile e allora ecco che il Nazareno fiuta in queste ore forse l’ultima possibilità. Che ha il piatto forte a Bologna, inutile girarci attorno e mascherare la residualità della contesa calabrese. Ma che, gioco o forza, finisce per intrecciare i destini di Calabria. Se e solo se i Pentastellati rispondono nelle prossime ore alle urle di Beppe Grillo ma anche, localmente, agli appelli della Cgil la partita si può riaprire. E si riapre, scrive Graziano, con l’adesione incondizionta alla piattaforma programmatica. Dopo di che ci si siede a tavola e si passa alle pietanze forti, quelle piccanti e saporite. In Emilia il Pd un candidato lo ha in campo, e in qualche modo lo difende pure anche se è lo stesso Bonaccini ad aver stampato manifesti senza il logo del Pd (della serie, non so se ci guadagno o ci perdo con la bandiera al collo). Perché metterlo in discussione questo candidato o, peggio, trovarne un altro in corsa per accelerare la sconfitta? Dopotutto i sondaggi su Bonaccini, poi, ancora sorridono. Quindi, cari grillini della piattaforma civica che comunque dovete accettare (questo il concetto che filtra dal Nazareno), sostenetelo Bonaccini che in Calabria possiamo fare al contrario. Decisamente al contrario. Anche piacevolmente al contrario così ci si leva tutti le castagne dal fuoco bollente. Perché in Calabria il Pd un candidato non lo ha trovato (a parte il talent degli imprenditori di successo a sfilare sul red carpet prima di farli bruciare) mentre i deputati Cinquestelle un nome lo hanno ratificato per la candidatura alla presidenza, quello del docente di Economia Aiello. La “pensata” è tutta qui. Uno scambio politico mica male in termini di stabilità per il Paese. Aiutare Bonaccini a difendere l’Emilia, e il governo. E spingere Aiello in Calabria come minimo verso una sconfitta dignitosa, piuttosto che una disastrosa sia per Pd che per Cinquestelle con una corsa solitaria. Tanto poi in qualche modo la Calabria si recupera, oppure è meglio non recuperarla mai, dipende dai punti di vista. Ma quantomeno si rivitalizza la partita e si “usa” la candidatura del professor Aiello per “disinfettare” il Pd di Calabria. Il patto da proporre è pronto, la tavola è solo da imbandire. Manca giusto il silenzio che si deve rompere dalle parti dei Cinquestelle. Che però prima devono ingoiare due “aspirine”. L’appoggio a Bonaccini in Emilia e l’adesione all’unica piattaforma programmatica e civica. Di quelle con visione unitaria e senza troppi “grilli” per la testa. Sembra difficile la partita, vista da qui. Ma è l’ultima possibile per Pd e Cinquestelle.

I.T.