Separati (forse) in casa. Anche il Pd valuta “l’autonomia”

Dopo il “sisma” dell'Umbria al Nazareno si considera ormai probabile la corsa solitaria in Calabria, «ma sul rinnovamento non si discute»

A ferite leccate da anni e a satira consentita dopo le ricostruzioni c’è qualcuno in Umbria che va persino oltre il terremoto del ’97. «Questa “scossa”, quella di domenica notte, farà più danni, vedrete… ». È un cronista attempato in sala stampa a lasciarsi scappare questo che era e rimane accostamento infelice. La ricostruzione è di un corrispondente che non si accorge del fuorionda, dei microfoni accesi. «Ma c’è da capirlo, aveva da poco finito di parlare Salvini… ». La fonte più che autorevole del Nazareno che ci condede due chiacchiere di prima mattina prova a scherzarci su, per quanto è possibile. E lascia intendere che quegli occhi accesi e “conquistatori” del leader della Lega possono sortire due, solo due effetti. Peraltro più opposti che mai. O ti lasci prendere, o lo respingi e lo combatti. «E noi su questo puntavamo, sul blocco unico contro di lui perché il pericolo lo abbiamo percepito. Ma a giudicare dalla catasrofe elettorale l’esperimento è fallito». Sono ore delicate per il Nazareno. Il telefono lo abbiamo fatto suonare presto ma la parola data la manteniamo e cioè quella di lasciare nel comprensibile e indefinito anonimato le due chiacchiere. Ma di fonte più che aurtorevole del Nazareno si tratta. “Loro”, i Cinquestelle, subito a innalzare l’asticella della delusione, con il capo politico Di Maio che sentenzia, siamo diversi da tutti. Diversi e da percepire come diversi, quindi contrapposti. Altrimenti, chiaro il concetto di Di Maio, non solo si perde come presunta coalizione ma il Movimento sparisce. Se è così, se ha ragione Di Maio con le sue deduzioni tombali, questo dell’abbraccio per le Regionali con il Pd rischia di rivelarsi come il secondo e più micidiale degli errori di Grillo. «Ma anche noi siamo delusi – riprende la “fonte” -. È ovvio che ci aspettavamo di più ma quella era e rimane una competizione particolare. Ma ci aspettavamo di più, anche se il Pd in qualche modo ha tenuto». E ora? «E ora è questione, appunto, di ore. Allo stato la cosa più probabile è il tavolo che salta. Non si rompe, ma salta nel senso che insieme nei territori rischiamo di non essere capiti. Anche se noi siamo convinti invece che la strada giusta è questa invece, ci vuole solo tempo anche se purtroppo non ce n’è. Insistere nel camminare insieme con i Cinquestelle». Che però stanno già mediaticamente scappando… «E siamo pronti pure a questo, stia tranquillo. Gliel’ho detto, al momento è non solo possibile ma probabile la corsa autonoma di Pd e Cinquestelle si figuri se non ci prepariamo anche a questo. A patto che non si arretri di un metro sulla strada del rinnovamento. Su questo non si discute più. Rinnovamento innanzitutto. Poi si vede se ancora uniti con i Cinquestelle o da soli… ».

I.T.