Scuole e ospedali a rischio sismico «Entro un mese andremo in procura»

Nessun nosocomio è dotato di certificazione antisismica mentre il Codacons diffida i prefetti e chiede i certitificati antisismici per gli istituti scolastici calabresi, «sennò carte ai magistrati»

Finestre o lampadari che ballano nell’alba del Cosentino tirrenico (ma non solo) e la paura che fa sempre un certo effetto. E scatta lo psicodramma di sempre, come un ritornello che poi scade man mano. Terra predestinata ai terremoti, questa. Ma le case come stanno messe? E le scuole? E gli ospedali? Passerà tra qualche giorno la psicosi ma è il giorno della scossa è un pedaggio scontato. Carlo Tansi ricorda a tutti, ovviamente anche in campagna elettorale, che non solo la Calabria danza su di un “titanic” ma che non fa nulla per non ballare. E i milioni che arrivano per la messa in sicurezza degli edifici, parole sue, «nella migliore delle ipotesi non vengono spesi e tornano indietro». In attesa della peggiore delle ipotesi invece, che non facciamo fatica ad immaginare, il giorno della “scossa” partorisce altri due allarmi. Il primo viaggia sui banchi di scuola. Ed è il Codacons a lanciarlo, direttamente.
«A più riprese – si legge in una nota – l’associazione ha chiesto di conoscere le condizioni strutturali delle sedi, la conformità alle norme antisismiche ed antincendio, in modo da poter analizzare le criticità e le condizioni di rischio.
Tuttavia fino a oggi – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’associazione – abbiamo registrato solo un lungo e imbarazzante silenzio da parte dei Comuni e delle Province, nonostante la delicatezza della questione ed i rischi per tantissime vite.
Silenzio rotto solo da sporadiche grida d’allarme lanciate da alcuni dirigenti scolastici, che hanno pubblicamente denunciato lo stato di assoluta illegalità degli edifici scolastici di loro competenza.
Ma nonostante queste coraggiose denunce – prosegue Di Lieto – sia gli enti proprietari così come l’Ufficio scolastico regionale hanno preferito nascondere la testa sotto la sabbia.
In qualche caso – prosegue la nota del Codacons – imponendo la sordina a chi osava chiedere lumi sulla sicurezza delle scuole per tutelare l’incolumità fisica degli alunni».
«È giunto il momento di dire basta – si legge ancora nella nota -. Non possiamo attendere una tragedia, e le continue scosse di terremoto ci ricordano che l’intero territorio calabrese è ad elevato rischio sismico».
Il Codacons invoca, pertanto, un deciso cambio di rotta: «Non possiamo attendere oltre, fuori i certificati!».
E parte la diffida a tutti i prefetti calabresi affinché pretendano e, quindi, a rendano pubblici, entro trenta giorni, i certificati antisismici e di agibilità di tutti gli edifici scolastici presenti in regione.
«Nessuna istituzione ha dato priorità alle obbligatorie verifiche sulla sicurezza dacché la fotografia dell’edilizia scolastica calabrese è drammaticamente sconfortante. Se una scuola non è in possesso del certificato di agibilità, vuol dire che a tutti gli effetti di legge non è agibile, quindi andrebbe chiusa per tutelare i ragazzi, gli insegnanti ed il personale scolastico».
«Eppure stiamo in silenzio ad aspettare una tragedia.
Riteniamo che i prefetti, quali rappresentati del governo, abbiano il dovere di tranquillizzare gli alunni, le famiglie nonchè personale docente e non sulla sicurezza degli edifici.
Se non dovessimo avere risposte – concludono dal Codacons – non esiteremo a denunciare». Chissà se i certificati arriveranno e, soprattutto, se esistono. Di certo non ve ne è traccia, di certificazione antisismica, per quanto riguarda gli ospedali calabresi. Non ci vuole molto per intuirlo ma per quelli “contenuti” nel perimetro dell’Asp di Cosenza è un dato più che empirico, è formale a tutti gli effetti. Nel 2018 l’Asp ingaggia un gruppo di esperti e consulenti per le verifiche antisismiche degli ospedali spoke della provincia di Cosenza, a partire dall’Annunziata ovviamente. Ma anche per quanto riguarda i presidi delle cosiddette aree disagiate così come i poliambulatori con superficie superiore ai mille metri quadrati. Il risultato dell’ispezione tecnica a tappeto è sconcertante. Nessuno degli ospedali in provincia di Cosenza è dotato di certificazione antisismica. A quel punto, siamo ad aprile del 2018, l’Asp di Cosenza gira la terrificante relazione al dipartimento regionale e soprattutto alla struttura commissariale, ovviamente chiedendo una vagonata di milioni (documentata) per mettere una pezza a colori un po’ dappertutto in giro negli ospedali. Ma sul conto corrente alla voce “messa in sicurezza” non è arrivato un euro ancora…

I.T.