Mal Comune, la “depressione” di Cosenza: arrivano lacrime e sangue

Previste tutte in aumento le tasse comunali dopo il dissesto. A rischio asili e servizi sociali. Ma a rischio anche trasporti, rifiuti e persino la squadra di calcio...

Mario Occhiuto e la sua amministrazione non cambiano la narrativa davanti alla bocciatura delle Sezioni riunite della Corte dei Conti ma questa volta potrebbe risultare effimera la difesa d’ufficio. Persino disperata. Non cambia niente, secondo il sindaco, eppure con ogni probabilità così non sarà.
Tra gli effetti immediati del dissesto c’è l’aumento delle aliquote fiscali al massimo livello consentito dalla normativa. Il sindaco fa notare che i cosentini pagano già le imposte al massimo delle tariffe consentite ma l’obbligo di aumento tariffario dura cinque anni. Se, dunque, il dissesto fosse stato aperto nel 2012, i cosentini avrebbero potuto cominciare a pagare tariffe più basse già nel 2017. Ma Occhiuto, come si ricorderà, ha deciso di prendere tutto il tempo consentito dalla legge, costringendo paradossalmente in tal modo i cosentini oggi a pagare più del necessario.
Ma tra gli effetti del dissesto c’è anche l’aumento delle tariffe e dei canoni, che in predissesto sono stati mantenuti ai livelli precedenti. Diventerà più caro prendere il caffè su corso Mazzini (aumento Tosap) e meno conveniente gestire gli esercizi commerciali nelle strutture comunali (aumentano i canoni di affitto).
E dovranno aumentare le tariffe per gli esercizi pubblici a domanda individuale. Sarà più cara la retta dell’asilo, la tariffa dei rifiuti, quella dell’acqua, e perfino i duplicati della carta d’identità, per non parlare dei biglietti del teatro.
Ma non basta. Alcuni servizi dovranno essere proprio interrotti se i ricavi non supereranno una quota dei costi. E quindi oltre agli asili sono a rischio i servizi sociali, lo scuolabus e quant’altro.
E tutto questo vale sul piano delle aliquote e delle tariffe.
Ma vi è una dimensione ancora più pesante: dopo la notifica della decisione della Corte dei Conti ad opera del prefetto, il consiglio comunale avrà tre mesi di tempo per approvare un “Bilancio riequilibrato”. Il Bilancio riequilibrato dovrà essere approvato preventivamente dal ministero degli Interni, che in genere impone tagli alle spese correnti e in conto capitale di oltre il 30%. Alcune voci di spesa saranno drasticamente ridotte, come, molto probabilmente, potrà accadere per lo stanziamento per le cooperative sociali.
Dovrà essere rivista la gestione dei Trasporti pubblici locali, con la conseguente, ormai probabilissima, crisi dell’Amaco. La semplice apertura della procedura di dissesto costringerà gli amministratori della società a stralciare il credito vantato nei confronti del Comune. E basta leggere la relazione del Collegio sindacale al bilancio 2018 per capire quale effetto avrà una tale misura. Possiamo già prevedere l’apertura di una procedura concordataria.
E dovrà stralciare il credito nei confronti del comune anche la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, Ecologia Oggi, che peraltro è il principale finanziatore del Cosenza Calcio. E, a proposito di calcio, dovrà essere rivisto il canone d’affitto dello stadio comunale. Sommando un pò tutto risulta come minimo azzardato continuare ad affermare che non cambia nulla.
Anche perché, da qui a qualche settimana, potrebbe non esserci proprio più l’amministrazione Occhiuto. Facile immaginare quale disagio possano avvertire i consiglieri comunali, che hanno approvato una pratica di riequilibrio sulla base del presupposto di un riconoscimento di debiti fuori bilancio che non è mai avvenuto. Gli stessi consiglieri che dovranno approvare il Bilancio riequilibrato con gli aumenti e i tagli di cui si è scritto finora. E’ facile immaginare che avranno bisogno di tanto coraggio e tanta incoscienza. Ed a questo punto della storia non è detto che ne abbiano a sufficienza. In tal caso, allora, si rifiuteranno di approvare il bilancio lacrime e sangue ed al prefetto non resterà altro, scaduti i novanta giorni, che sciogliere l’amministrazione comunale. In tal caso, c’è da giurarsi, le cose cambieranno, almeno per gli amministratori comunali…

Saverio Carlo Greco