Appalti in prorogatio, “fiamme gialle” all’orizzonte…

Cotticelli scrive ai vertici di Asp e aziende ospedaliere e chiede se, relativamente ad alcuni settori merceologici, occorrono nuove forniture. Ma la palude su tutte le altre gare (da un miliardo) resta intatta ad esclusivo vantaggio di chi sta gestendo quelle commesse scadute da anni. La Finanza avrebbe acquisito alcune carte

Se la regnanza sta ferma potrebbero pensarci altre “fiamme” a smuovere le acque. Nel valzer delle pec trasmesse e ricevute e risposte che non arrivano ecco che qualcosa, nello stagno degli appalti in prorogatio in sanità, sembra muoversi. Nei giorni scorsi la Finanza avrebbe acquisito alcune carte a proposito dei capitoli di gara che in giro per la Calabria si tramandano di anno in anno pur essendo abbondantemente scadute. Restando nelle mani di chi sta già gestendo questi appalti con fatture mensili a colori stampate con stampanti di ultima generazione. Del caso a nove zeri (gare in essere e ferme per un miliardo) ce ne siamo occupati nei giorni scorsi ma è di ieri una lettera di Cotticelli ai vertici di Asp e aziende ospedaliere (e per conoscenza inviata anche al reggente della Sua, Donato). Lettera che possiamo sintetizzare analiticamente così. Care Asp e ospedali, avete bandito qualcosa che dopo l’avvento (tragico) del Decreto Calabria non potevate bandire? In relazione ai capitoli di gara e alle sezioni merceologiche per cui è derogabile il Decreto Calabria occorrono forniture? Quando e se arriveranno risposte da parte delle aziende seguirà una contro lettera di Cotticelli che a questo punto potrebbe sollecitare l’intervento della Stazione nunica appaltante, sempre dopo che Asp e ospedali abbiano di par loro confermato la committenza. In sostanza per quanto riguarda alcuni lotti di vaccini, di farmaci per anziani, di dispositivi medici per pazienti in cura domiciliare, per incontnenti e così via la sensazione è che se ne uscirà in qualche modo. Almeno per le emergenze, così come per altri lotti di farmaci la Sua ha chiuso una gara. Ma è proprio qui che si apre una disputa in punta di diritto (e che fa comodo a tutti tenere solo sui tavoli giuridici senza muovere foglia…). Nel Dca 110 Cotticelli deroga al completamento delle gare in essere (bandite cioè prima del Decreto Calabria) solo per queste specifiche categorie merceologiche? Oppure è da intendersi esteso il pezzo in cui fa riferimento al completamento di tutte le gare già incanalate prima della tragica comparsa del Decreto Calabria? La disputa è aperta, così come il rimbalzo delle responsabilità. La Sua è convinta del “suo”, tutto ciò che è fuori da queste categorie sopra citate non può più essere completato dopo l’avvento del Decreto Calabria. Legge del passato governo che impedisce, come è noto, alla Stazione unica appaltante calabrese di far gare, cosa che oggi deve toccare alla Consip o ad altre stazioni di altre regioni. Se ci sono gare da completare e fuori da queste categorie merceologiche “emergenziali”, lascia intendere la Sua e lo scrive pure in una lettera a mezzo pec inviata alle aziende calabresi, tocca appunto ad Asp e ospedali. Lotto per lotto e capitolo per capitolo. E qui si inceppa definitivamente tutto. La Sua legge il Dca 110 e il Decreto Calabria come un muro, e si ferma su tutto. Le Asp e gli ospedali, che hanno ricevuto la comunicazione proprio dalla Sua di procedere con l’ultimazione delle gare in essere per appalti abbondantemente scaduti, si girano dall’altra parte. Della serie, e in questo manicomio legislativo ci mettiamo noi a far gara e a sospendere forniture in essere, sia pure scadute? Cotticelli si limita a scrivere alle aziende se c’è bisogno (solo) di vaccini e misure emergenziali sostanzialmente per anziani e “allettati” a casa. E tutto il resto? E per tutto il resto? E le mense negli ospedali? E il servizio lavanolo? Spallucce e si girano tutti dall’altra parte. Tutti. Solo alcune “fiamme gialle” si sono viste aggirarsi attorno a contratti scaduti da così tanti anni che oggi costerebbe persino di meno rifarli…

I.T.