Vertice Pd (con Oliverio) per il nome del dopo Romeo

Alla riunione per indicare il nuovo capogruppo in consiglio regionale presente anche il governatore con gli altri consiglieri. In pole position Guccione. Il nodo (non risolto) delle primarie

Mario Oliverio, e tutto sommato negli ultimi tempi non ne ha fatto granché mistero, un nome ce l’ha in testa da “suggerire” a capo dei consiglieri regionali del Pd. Stefano Graziano invece, il commissario regionale, potrebbe identificare in Carlo Guccione il profilo maggiormente identitario e percettibile dell’antioliverismo doc, l’unico più autentico degli altri. Così da intestargli il gruppo riconoscendogli di fatto come virtuosa la linea fin qui seguita. Questo il nodo principale della riunione prevista per metà mattinata tra i consiglieri regionali del Pd e il commissario. C’è da scegliere il nuovo capogruppo, la stagione di Romeo è andata. E c’è da farlo prima della riunione “allargata” del pomeriggio messa in agenda proprio dal commissario, il summit sulle elezioni regionali. Ma la notizia “vera”, tuttavia, si impone su di un altro versante e cioè proprio sulla presenza di Oliverio alla riunione tra consiglieri regionali del Pd. Un timbro “fisico”, quello del governatore, con tanto di linea a testimoniare una presenza dentro il partito mai messa in discussione fin qui. È il contrario, semmai, che è chiamato alla sfida più complessa e cioè trovare da dentro il partito stesso motivazioni formali e sostanziali per scongiurare le primarie in vista delle elezioni regionali. Graziano, come è noto, ha già notificato quale è la scelta del nomento per quanto riguarda la Calabria ma non è semplice nemmeno rintracciare argomentazioni statutarie per saltarle a piè pari le primarie. Soprattutto, evidentemente, per la maglietta del Pd che si indossa. È per questo che con ogni probabilità la linea di questa mattina del commissario Graziano convergerà su Guccione capogruppo. Il nome e il percorso che più degli altri in aula si sono contraddistinti nell’opposizione percettibile nei confronti del governatore. A Guccione eventualmente poi toccherà il compito anche politico di spiegare il perché il partito ha scelto di sottrarsi all’uso democratico delle primarie e per lui, per quanto “timbrato” di antioliverismo doc, sarà meno semplice che per altri la missione. Non sono lontani infatti i tempi in cui, con tempistica e argomenti persino pioneristici, proprio Guccione proponeva l’istituzione o l’uso delle primarie per l’individuazione del candidato alla presidenza della Regione.
I.T.