Sanità, «la situazione ha raggiunto limiti pericolosi»

La legge “salva precari” è pronta ma in commissione a Reggio Cotticelli e Belcastro non si presentano. Mirabello ed Esposito: può succedere qualcosa da un nomento all'altro

Si sono presentati a presidiare con rabbia la sede del consiglio regionale, ieri. Sono i cosiddetti precari del pianeta sanità, e non sono pochi. Lavorano negli ospedali con contratti “capestro” e da fine settembre a fine dicembre, se non accade nulla di nuovo, perdono anche questi (unica fonte di sostentamento). Ieri era in agenda la discussione, in commissione Sanità del consiglio regionale, proprio della legge “salva precari”. Una specie di tampone, di ponte, di proroga concordata tra struttura commissariale e dipartimento regionale. Ma in commissione proprio loro non si presentano. Già, il generale Cotticelli e il direttore generale Belcastro disertano la chiamata. Questo non ha impedito al presidente della commissione, Mirabello, di annunciare che comunque un testo di legge è stato presentato e verrà sottoposto all’attenzione della prossima seduta del consiglio regionale. Tuttavia è emblematica l’assenza dei maggiori “contaenti”, a partire ovviamente da Cotticelli. «Si rischia qualcosa di grave, la situazione ha ormai raggiunto livelli davvero pericolosi – hanno poi detto in una nota proprio Mirabello e il vice della commissione Baldo Esposito -. Si tratta di mille lavoratori – hanno detto ancora – che rischiano il loro posto di lavoro, con gravissimo nocumento per i servizi ospedalieri, finora garantiti dalla loro presenza nei reparti e sul territorio. La cronica carenza di personale, aggravata ancor più dall’entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche, rischia di far deflagrare la situazione. Da qui, in accordo con il collega Pino Gentile, abbiamo depositato una proposta di legge che sottoporremo anche all’attenzione del generale Cotticelli, che intendiamo portare urgentemente alla prima seduta utile della commissione per la immdiata e successiva approvazione del consiglio regionale. Con questa iniziativa, nelle more di un urgente confronto con il ministro della Salute e con l’auspicio di una rapida modifica del “decreto Calabria”, intendiamo grantire la permanenza in servizio dei precari della sanità calabrese, salvaguardando così il loro lavoro e assicurando, grazie al loro impegno ed alla loro professionalità, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria per tutti i calabresi».

 

 

I.T.