Sanità, 《Calabria alla deriva per colpa dei Cinquestelle》

Oliverio all'attacco: il decreto Grillo ha paralizzato tutto

“Per quanto riguarda la sanità in Calabria sono sotto gli occhi di tutti gli effetti disastrosi del Decreto proposto dal ministro Grillo e approvato dal precedente Governo giallo-verde e che ha esteso il commissariamento della sanità regionale”. Lo ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio, parlando a Reggio Calabria, in occasione della festa organizzata dal gruppo consiliare regionale de “La Sinistra” sul lungomare della città. “Attualmente – ha spiegato – c’è una norma che toglie il potere di nomina dei Direttori generali delle Aziende sanitarie alla Regione e lo riporta al Governo, il risultato è che le aziende sanitarie sono ormai da tre mesi senza direttori generali. A questo si aggiunge la mancanza di provvedimenti per lo sblocco delle assunzioni di personale medico e paramedico. Tutto questo – conclude – ricade drammaticamente sulle spalle e sui diritti dei cittadini calabresi”.

Il percorso del nuovo governo nazionale “sarà misurato non da un semplice cambio di colore, ma dalla capacità di dare finalmente risposte, assumendo il Sud nell’azione di governo con coerenza come risorsa per l’intero territorio nazionale”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio (PD), parlando a Reggio Calabria alla festa de “la Sinistra”.    Strettamente collegato alle politiche di investimento per il Sud, ha spiegato Oliverio, è il tema giovani. “Dobbiamo riaprire – ha aggiunto –  un futuro ai nostri giovani, e ciò è possibile solo se il Sud viene assunto nella sua centralità nelle politiche generali. Creare opportunità di lavoro nel Mezzogiorno per i giovani significa defiscalizzare gli oneri sociali. Come governo regionale – prosegue il presidente Oliverio – abbiamo destinato la gran parte degli investimenti per creare opportunità per i giovani, per esempio con il Piano di Sviluppo Rurale abbiamo concentrato le risorse in direzione di un ricambio generazionale con l’obiettivo di immettere nel settore primario mille nuovi giovani, finanziando oltre 1500 progetti e raddoppiando l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Questo impegno della Regione Calabria di utilizzo delle risorse comunitarie deve essere però accompagnato da forti politiche nazionali. Si tratta di una questione dirimente per il futuro, perché un paese che non investe per creare opportunità di lavoro per i propri giovani – ha concluso – è un paese destinato a deperire”.