“Riesumato” il caso Gioffrè su “Presa diretta”

Il commissario che voleva fare per davvero i conti all'Asp di Reggio finisce nel talk di Riccardo Iacona

Riccardo Iacona l’aveva confezionata diversamente la “tenda” dedicata alla sanità di Calabria, 《più vicina alla Bulgaria e alla Romania che non al resto d’Italia》 come sottolineato dai prof intervistati. E quindi su “Presa diretta”, talk d’approfondimento con affaccio sugli scandali, via agli ospedali chiusi in Calabria e mai più riaperti. Via al mare sconfinato di debiti. Via ai cantieri finanziati e ora con le mucche dentro. Via ai malati che si approcciano ai pronto soccorso con lo stesso spirito che anima i soldati negli ospedali da campo. Via alle morti annunciate. Via alla ‘ndrangheta che controlla le corsie. E via, ovviamente, alla politica regnante colpevole più o meno di tutto, anche retroattivamente. E per questo, per portare la “croce”, ecco Mario Oliverio in studio che solo fino ad un certo punto poteva prefigurare la trappola. Finchè, nelle intenzioni di Iacona per rincarare la dose, non ci si imbatte nel caso Gioffrè, adeguatamente supportato da video con intervista e intercapedini di contenuti. Gioffrè, ex commissario dell’Asp di Reggio che per primo si è “accorto” che alcune case di cura ricevevano pagamenti doppi sulla stessa fattura. Gioffrè che scopre che non c’erano bilanci. Gioffrè vittima più o meno inconsapevole di un incidente burocratico che poi gli è valso come benservito. Ma, soprattutto, Gioffrè voluto e difeso proprio da Mario Oliverio che Iacona ha portato in studio per indossare la croce. Siamo nei primissimi mesi della regnanza Oliverio. Gioffrè viene indicato come commissario per l’Asp più insidiosa, dai conti più indecenti, irrintracciabili. Alla guida dell’Asp che secondo prefettura e ministero ha la ‘ndrangheta dentro. Un bel giorno Gioffrè scopre che c’è una clinica privata che ha ricevuto un doppio pagamento sulla stessa fattura. Sì, una “rapina”. Va da Oliverio. Dopo ore e ore di attesa parla con lui e gli prospetta il caso. Oliverio lo blocca e lo spedisce dal procuratore della Repubblica, precedendo il tutto con una telefonata. Gioffrè confessa che intende andare il giorno dopo dal magistrato, Oliverio in qualche modo lo “invita” ad andare subito. Sono giorni tesi, tesissimi questi di inizio legislatura regionale alle prese poi con la sanità di Calabria. E sono anche i giorni in cui “stranamente” (ma fino ad un certo punto) parte una campagna mediatica proprio contro Gioffrè. Campagna in particolare condotta da un ben identificato sito d’informazione. Gioffrè, ad un certo punto, si vede mediaticamente piombare addosso la colpa di aver fatto a pugni con le regole imposte dall’Anticorruzione. Candidato (poi sconfitto) al Comune di Semiara, come sindaco, in un tempo inferiore ai due anni prima di assumere incarichi pubblici nel perimetro provinciale di competenza rispetto a quello del voto. Per 15 giorni Gioffrè è dentro i 2 anni che l’Anticorruzione prescrive. L’Anticorruzione regionale, molto attenta alle letture di quella stampa online, istruisce il caso e lo spedisce a Cantone che da lì a poco solleva Gioffrè dalla guida dell’Asp di Reggio e solleva persino Oliverio da siglare alcuna nomina per 3 mesi. Proprio lui, Gioffrè, rimosso per aver concorso a delle elezioni comunali (perse) entro i 2 anni (per 15 giorni) dal ricevimento dell’incarico pubblico. Ma soprattutto proprio lui, Gioffrè, che per primo si è “permesso” di sollevare il caso delle fatture milionarie pagate due volte ad alcune ben identificate case du cura di Reggio. Oliverio fa ricorso al Tar, impugna l’atto di Cantone. Devono passare 90 giorni prima di fissare l’udienza ma al giorno 89 l’Anac di Cantone ritira il provvedimento. Fa retromarcia, non c’è nessun Tar a discutere su Oliverio che ha nominato Gioffrè. Resta il provvedimento proprio su di lui, Santo Gioffrè. Colpevole di non aver ricevuto l’incarico pubblico 15 giorni dopo. Colpevole di essere finito nel mirino di una ben identiticata stampa online. Ma soprattutto colpevole di aver “segnalato” fatture ballerine all’Asp di Reggio…