《Dobbiamo metterci tutti da parte…》

Magorno non fa sconti a nessuno, a partire da se stesso... 《Tutta la classe dirigente del Pd calabrese ha fallito, non solo Mario e io...》. 《Il tavolo di domani con Graziano? Lo rispetto, ma non ci vado, è inutile》. 《Scissione? Se ci sarà sarà separazione consensuale, ma io seguirò sempre Renzi...》

《Tutta la classe dirigente del Pd calabrese ha perso. Ha finito il suo tempo, nessuno escluso. Ripeto, nessuno. È ora di mettersi da parte… 》.

Se c’è un sindaco “piccante” di questi tempi è lui, il senatore del Pd Ernesto Magorno. In piena “trance da peperoncino” nella sua Diamante, città che ribolle in queste ore per la kermesse. Piccante lui e non da meno quello che tira fuori dal ventre…

《Mario è protagonista di una stagione di governo regionale che ha fallito, inutile girarci attorno. Basta uscire per strada e chiedere. Lui ne risponde e ne deve rispondere ma gli altri, che si nascondono sotto il tavolo, non hanno alibi. Non possono improvvisarsi “verginelle”… 》.

Compreso lei?

《Certo. Ci mancherebbe. Compreso io che ho fallito nella misura in cui non ho saputo tenere unito il partito. Ma le ragioni sono diverse e lontane…》.

Cioè?

《Io vincevo le competizioni ettorali di cui dovevo rispondere, diciamo. Le ho vinte tutte. Gli altri perdevano e accusavano me. In questi anni hanno perso tutto e tiravano in ballo il segretario regionale. Guardi Cosenza…》.

Già, Cosenza…

《Chi dimentica la spaccatura che ha decretato la sconfitta di Perugini, lì nasce e decolla Occhiuto. A Catanzaro i notabili lasciato solo Ciconte per gelosie di cordate. A Lamezia c’era un senatore, consiglieri regionali che dovevano dar conto delle sconfitte però perdeva Magorno, dovevo sempre rispondere io. Faceva comodo a tutti. Un notabile della provincia di Catanzaro nel suo paese non è riuscito a presentare la lista…》.

Quindi niente “verginelle” oggi. Si riferisce pure a qualche deputato che oggi pontifica?

《Nomi o prigionieri non se ne fanno, hanno pagato e pagano i calabresi. Ma nessuno è in grado qui di dare lezioni, mi creda. In consiglio regionale come in Parlamento》.

Però lei boccia il governo di Oliverio ma la segreteria nazionale non lo fa. Usa altri argomenti per motivare il cambiamento…

《Io parlo di fatti. Non so che parametri usa la segreteria nazionale. Il governo regionale ha fallito. Punto. Vada a chiedere in giro. E la colpa non è tutta e solo di Oliverio. Che le devo dire di più… 》.

E domani Graziano convoca il tavolo…

《Al quale non prenderò parte. Lo rispetto, ma lo ritengo inutile. Non serve a niente in questo momento, non porterà a niente…》.

E lei che farà?

《Mi farò promotore di una iniziativa, individuare una candidatura del tutto nuova. In tutto. Di vero rinnovamento…》.

E la segreteria nazionale?

《Senta, non potranno certo condannarmi per aver offerto un contributo. E poi Roma ha trattato molto male la Calabria, il Nazareno ha più di qualcosa da farsi perdonare…》.

Scommetto che rimpiange Renzi…

《E ci mancherebbe. Certo che lo rimpiango e dovrebbero rimpiangerlo tutti i calabresi. Con lui al timone riconoscimenti conterranei nel governo e soprattutto azioni. Investimenti, la restituzione della dignità per i precari. Lasci perdere, Renzi è Renzi…》.

Vicini alla scissione, mi pare di capire…

《No. Vicini alla separazione consensuale, se ci sarà. In ogni caso io sarò con lui sempre…》.

Deluso anche per non essere stato coinvolto in questo governo?

《Sta scherzando? Non era questo il mio tempo, mi sono chiamato fuori da tempo io. Faccio il sindaco e servirò la Calabria con il mio voto al Senato, dove vale il doppio》.

Però se l’avessero coinvolto…

《Non era possibile, non è questo il mio tempo. Quando è accaduto mi sono messo a disposizione, ho sempre messo la faccia. A differenza di altri che si nascondevano. E la faccia ce l’ho messa anche oggi, candidandomi a sindaco di Diamante, la mia città. Tutti zitti, solo Iacucci mi ha fatto gli auguri. Nel 2013 ho lasciato la fascia tricolore per il Parlamento. Oggi non lo rifarei…》.

E da “grande” che farà?

《Intanto mi onoro di guidare Diamante e servire i calabresi al Senato. Poi da “grande”, come dice lei, servirò la mia passione più grande. La mia famiglia. Un autentico miracolo…》.

 

I.T.