《Ora il centrodestra ha tutto per vincere le Regionali》

Wanda Ferro a due passi dal governo "giallorosso" definito "mostruoso": 《Con una candidatura condivisa e forte non ci saranno problemi》. 《L'alleanza Pd-Cinquestelle anche in Calabria? Non ci credo...》

Onorevole Ferro, sta nascendo in queste ore un “mostro” di governo secondo lei o un governo che ha un compito “mostruoso”?
《Entrambe le cose. È un mostro di governo perché nasce da un patto per le poltrone e per il potere tra due forze politiche che in questi anni si sono combattute aspramente, sempre rimarcando di non aver nulla in comune, e soprattutto sono due forze che in un anno sono state punite più è più volte dagli elettori. Va contro ogni idea di democrazia sostanziale la scelta di affidare il governo ai partiti che hanno perso tutte le elezioni dal 2014 ad oggi, solo per impedire che, dando voce agli italiani, al governo possano andare le forze sovraniste come Fratelli d’Italia e Lega, che al contrario sono sempre state premiate dai cittadini con una straordinaria crescita di consensi. Ma è sopratutto un governo che ha un compito mostruoso: il calo dello spread in piena crisi di governo dimostra che il governo giallorosso nasce per rassicurare i poteri finanziari e gli interessi di paesi come Francia e Germania》.


Secondo lei perchè Salvini ha lasciato il potere a Ferragosto? Cosa c’è davvero di sotto?

《Salvini avrebbe dovuto staccare molto prima la spina ad un governo pieno di contraddizioni, frenato dai veti incrociati e incapace di dare una prospettiva al Paese. Abbiamo criticato molte scelte del governo Conte, a partire dai soldi sprecati per il reddito di cittadinanza, e che si sarebbero potuti investire per realizzare nuove infrastrutture nelle regioni meridionali e renderle più competitive, in modo da creare opportunità di lavoro vero. Per non parlare delle politiche inadeguate in materia di opere pubbliche, o nel comparto Difesa. Probabilmente il leader della Lega si è reso conto che mantenendo quel passo non avrebbe potuto mantenere molti degli impegni presi e avrebbe deluso tante aspettative. Ha pensato così di chiamare giro e capitalizzare i suoi consensi, ma non ha fatto i conti con chi al tavolo si è messo a barare, preparando una maggioranza-bluff pur di non restituire la parola ai cittadini》.

E perchè in queste ore il leader della Lega chiede niente di meno che a Di Maio di fare il premier? Cosa è, avanzata francese e ritirara spagnola?
《Forse è stato il vero errore di Salvini, una retromarcia che gli costerà anche in termini di credibilità e di consensi. La Lega avrebbe dovuto insistere con maggiore determinazione, come ha fatto Fratelli d’Italia, per chiedere nuove elezioni》.

Ha sentito Giorgia Meloni in queste ore? Quale è il suo giudizio sulla crisi?
《Il giudizio di Giorgia Meloni è, come sempre, quello espresso pubblicamente. Forse noi di Fratelli d’Italia risulteremo noiosi, ma ci sentirete ripetere sempre le stesse cose perché la nostra posizione è sempre ferma e coerente. Il nuovo governo unisce due forze che rappresentano due facce della stessa sinistra, che riporteranno l’Italia ad essere il più grande campo profughi d’Europa con la riapertura dei porti, che aumenteranno la pressione fiscale e imporranno la patrimoniale, che metteranno da parte gli interessi degli italiani per servire quelli di poteri stranieri e sovranazionali》.

Cosa ne pensa della trovata di Renzi? Tutto nasce da qui. E di Zingaretti?
《Non guardo in casa d’altri, ma è chiaro che sulla nascita del nuovo governo si sta consumando anche uno scontro di potere tutto interno al Pd tra Renzi – che ha dalla sua la maggioranza della pattuglia parlamentare – e Zingaretti. Sono tanti gli interessi dietro alla volontà di far nascere il governo giallorosso, tra questi non figurano quelli dei cittadini italiani》.

Il centrodestra unito è davvero pronto per il voto?
《Con la Lega c’è una grande sintonia, così come con Forza Italia abbiamo tanti punti programmatici in comune, dal sostegno dalle politiche in materia di sicurezza alla tutela del made in Italy. Come centrodestra amministriamo insieme regioni ed enti locali dimostrando capacità di buongoverno. Con ogni probabilità Lega e Fratelli d’Italia, se si andasse oggi al voto, avrebbero da soli la maggioranza del consenso degli italiani, ma io penso che l’unità della coalizione sia un valore da tutelare, e tutte gli appuntamenti elettorali hanno dimostrato che un centrodestra unito è un centrodestra vincente》.

Cosa cambierà per lo scenario calabrese l’eventuale nascita del governo “giallorosso”? E al contrario, se si va al voto anticipato?

《È ancora presto per dirlo, ma non credo che lo schema dell’alleanza Pd-Cinque Stelle possa essere replicato a livello regionale. Certo i grillini non brillano per coerenza e idee chiare, ma mi chiedo come potrebbero spiegare ai calabresi un accordo con quel centrosinistra che hanno criticato con toni anche molto aspri per tutta la legislatura. In ogni caso un eventuale accordo tra Pd e Cinque Stelle non ci preoccupa, Fratelli d’Italia sente intorno a sé tanta fiducia da parte dei cittadini》.

Le Regionali sono dietro l’angolo. Secondo lei questa crisi di governo aiuterà un percorso di centrodestra unito o al contrario lo reprimerà?
《Credo che il percorso per un centrodestra unito sia uno sbocco naturale, che finora nessuno ha messo in discussione. Oggi ci sono tutte le condizioni per vincere le elezioni regionali, è normale che da qui a breve i partiti dovranno discutere per individuare la migliore candidatura possibile non solo per vincere, ma per dare risposte ad una Calabria i cui tanti ed urgenti problemi sono stati aggravati dai cinque anni di immobilismo del governo Oliverio》.

Dove ha sbagliato, se ha sbagliato, Mario Oliverio nella sua azione di governo?

《A dare la cifra del fallimento di Oliverio è il rapporto Bankitalia che certifica il dato doloroso di 20 mila giovani calabresi costretti ad andare via, con in mano una laurea o un master, per trovare in altre regioni le opportunità di realizzazione professionale. Per anni Oliverio ha recitato il mantra della pesante eredità del passato per nascondere la sua incapacità di dare risposte reali ai bisogni dei cittadini. Quale successo si può rivendicare quando ancora i genitori vivono nell’angoscia per il futuro dei propri figli, quando i giovani non credono nella possibilità di poter far leva sui propri meriti per avere un lavoro, quando non nascono nuove famiglie a causa della precarietà economica, quando i cittadini non hanno sostegno nella disabilità o nella malattia? Sono tante le sfide perse, dalla riorganizzazione della macchina burocratica nella direzione della meritocrazia e dell’efficenza, allo sviluppo di quei settori trainanti come turismo e agricoltura. E poi c’è il grande fallimento della sanità: Anni di scontri tra Oliverio e il commissario sono stati un pretesto per sfuggire alle responsabilità della Regione nel governo concreto della sanità attraverso la nomina dei manager delle aziende sanitarie e ospedaliere. Se ancora è così alta la spesa per la mobilità passiva, che ammonta a 319 milioni di euro l’anno, la responsabilità è certamente di un commissariamento fallimentare, ma anche della cattiva gestione delle aziende ospedaliere pubbliche, che producono voragini di spesa senza migliorare i livelli di assistenza. Oliverio si era proposto ai calabresi come uomo del rinnovamento, ma non è riuscito a liberare la regione dalle catene degli interessi che ne frenano la crescita, né a sottrarre i calabresi a quella logica del bisogno che li tiene soggiogati ai ricatti della mala politica》