Sanità, salta il Tavolo Adduce: mancano bilanci

Previsto per domani è stato rinviato al primo agosto il redde rationem interministeriale con struttura commissariale e dipartimento. Troppi i numeri che non tornano nella definizione del deficit complessivo del 2018. Asp di Cosenza, esposto dell'avvocato Tenuta a Cotticelli e Diego sull'ordine cronologico dei pagamenti


Non c’è il consuntivo 2018, quello complessivo sui conti della salute di Calabria. Ovviamente in deficit, in perdita. Ragion per cui, si saranno detti tra ufficio del commissario e dipartimento Salute, che ci andiamo a fare al Tavolo Adduce di giovedì 18 luglio? Con numeri scritti in parte sulla sabbia? O al massimo a matita? Una prima ricognizione fatta a marzo dà una cifra ma che cifra credibile è se all’appello mancano i bilanci dell’Asp di Cosenza e di Catanzaro, tanto per dire? Sulla carta possono ballare anche 150 milioni di ulteriori perdite complessive ma fintanto che i responsabili o reggenti delle aziende sanitarie non firmano i bilanci di che si parla al Tavolo “gelido” del governo? E così, armati di sano spirito calcistico che vuole che ad un certo punto la palla si possa anche gettare in calcio d’angolo, i gendarmi della salute di Calabria hanno chiesto e ottenuto un rinvio del Tavolo stesso al primo di agosto. Confidando, naturalmente, che per quella data ci possa essere l’ufficialità del deficit 2018 regionale e quindi la presentazione dei bilanci delle Asp di Cosenza e di Catanzaro, che poi sono i due potenziali “buchi neri” che preoccupano di più (anche se pare che pure qualche azienda ospedaliera manchi all’appello). E se senza soldi non si cantano messe figurarsi Tavoli di governo, si finirebbe per parlare del nulla. Occhi puntati quindi sui prossimi dieci giorni all’interno delle Asp (a cominciare da Cosenza dove si teme una perdita di 100 milioni e non di 27,5) ma non meno ansiogeno è l’argomento relativo alle assunzioni autorizzate almeno entro il tetto di spesa, posti messi in gran parte a concorso per Asp e ospedali. In un primo momento Cotticelli aveva dato il via libera salvo bloccare tutto con una pec di retromarcia perché poco sicuro che nel Decreto Calabria ci fossero le condizioni per operare in tal senso. Rinviando il tutto proprio al Tavolo Adduce di domani, appuntamento che è stato poi spostato al primo di agosto. Ma più d’uno è convinto che il Decreto Calabria incida poco sul chiarimento della vicenda assunzioni, a concorsi già banditi. Meno che meno il Tavolo Adduce. Il rischio potrebbe essere un intervento a gamba tesa del ministero del Lavoro che finirebbe per chiedere conto del perché a tetto di spesa rispettato e a norme che non lo vietano non si proceda all’assunzione del personale richiesto per Asp e ospedali di Calabria.
Ma è indubbiamente la parte contabile che tiene più sospeso il fiato da qui al Tavolo del primo agosto. Arriveranno i bilanci che mancano all’appello? Non è un obbligo per i reggenti o commissari firmarli, sia ben chiaro. Ma non farlo e non dimettersi dalla carica significherebbe tenere in ostaggio le Asp di riferimento, a partire da quella di Cosenza che è la più grande della regione e che muove un miliardo all’anno. E a proposito dell’Asp di Cosenza, di bilanci che non si firmano e di perdite che nessuno è in grado ancora di certificare è assai singolare un esposto (CHE PUBBLICHIAMO QUI) a firma dell’avvocato Tenuta. Esposto inviato al reggente Sergio Diego e al commissario ad acta Cotticelli. Tenuta è difensore (vincente ed esecutore nei confronti proprio dell’Asp) di un cliente che viene tenuto anonimo, così come la sua vertenza. Perché il senso dell’esposto dell’avvocato è un altro. Partendo proprio dall’emblematica vicenda che lo ha visto protagonista (proposta di soluzzione bonaria all’Asp rigettata, sentenza del Tribunale non liquidata ed esecuzione successiva dopo sentenza della Corte d’Appello con un costo maggiore per l’ente del 30% oltre le spese) l’avvocato Tenuta pone alcuni quesiti al commissario Cotticelli e al reggente dell’Asp. Perché non si rispetta l’ordine cronologico nei pagamenti? Perché sono state pagate alcune fatture successive alla sentenza del Tribunale (per certi aspetti inappellabile) che dava già ragione al suo cliente? Perché non si è evitato che l’ente pagasse alla fine di più, 100mila euro, al suo cliente quando seguendo il buon senso e l’ordine cronologico si sarebbe evitato un probabile danno erariale? Perché non si elimina dal software l’anagrafica del debito storico estinto evitando così il rischio che qualche fattura possa essere nel tempo pagata due volte? Chissà se qualcuno risponderà mai all’avvocato Tenuta…

I.T.