Pd, schiaffo a Oddati e Zingaretti: il “golpe” di Magorno e Iacucci

Il senatore e il presidente della Provincia di Cosenza (assenti in assemblea a Rende) alla base del commissariamento di Crotone e sulla linea del fronte contro il congresso regionale.Nella città di Pitagora è rivolta

《Franco Iacucci è da 5 mesi presidente della Provincia di Cosenza, che sostanzialmente regge in piedi insieme a Tonino Gentile e contro il Pd, e non ha ancora assegnato le delege ai consiglieri. Diciamo che tiene in ostaggio la Provincia…》. È di certo una malelingua quella che sottovoce, ma da dentro Palazzo XV Marzo, confessa poteri e strategie del presidente della Provincia di Cosenza “ostaggio”. 《In realtà lavora alla sua candidatura in consiglio regionale…- fa sempre la voce di cui sopra -.》. E alzi la mano chi se la sente di “stuprare” nella culla le ambizioni regionali di Franco Iacucci. Da poche ore anche commissario del Pd di Crotone, a corollario di una specie di “colpo di mano” nella città di Pitagora. Un blitz. Non a caso ci sono fiamme dappertutto in città e provincia per questo “colpo di mano”, sostanzialmente ritenuto fuori dalla logica e dalle regole di partito. Opera complice di Stefano Graziano, il commissario del Pd regionale fortemente “indicato” a suo tempo da Ernesto Magorno. E proprio Magorno deve aver istruito bene il blitz di Crotone. Dove le cose sono andate più o meno così. http://www.ilfattodicalabria.it/wp-content/uploads/2019/07/Screenshot_20190721-215003.png

Il sindaco azzera la giunta e riapre il tavolo da gioco delle trattative. È noto che da quelle parti in qualche modo si deve avere a che fare con il casato degli Sculco e aperte le consultazioni il Pd cittadino non si chiama fuori. Non entra in giunta ma non giura ostilità a prescindere. Si valuteranno i provvedimenti di volta in volta, della la linea il partito locale. Dialettica politica, vedute diverse. Qualcuno non gradisce questa non ostilità di principio verso il sindaco. Si chiama democrazia interna ma basta questo all’asse Magorno-Graziano e poi Iacucci per il “colpo di mano”. E si decide per il blitz, per il commissariamento del Pd di Crotone. Operazione che, come è noto, deve avere alla base motivazioni ben diverse che non quelle proprie della dialettica politica. Ma tant’è. Commissariamento sia e il commissario diventa proprio lui, Franco Iacucci. Segue il finimondo a Crotone. Protestano tutti e scrivono a Zingaretti. La segreteria provinciale, quella cittadina, componenti dell’assemblea . Tutti a esprimere stupore e sconcerto per il blitz. E tutti, più o meno, con una domanda sullo sfondo. Ma cosa c’è davvero alla base di questo “colpo di mano” di Graziano-Magorno-Iacucci?

Chissà se il tutto ha a che fare con quanto successo il giorno prima, a Rende. C’è l’assemblea e c’è l’uomo più vicino a Zingaretti a presiederla, Oddati. Naturalmente non ci sono Magorno e Iacucci, primo “schiaffo” alla segreteria nazionale.

Anche se poi la decisione di operare il blitz su Crotone, secondo e più pesante “schiaffo” a Oddati e alla segreteria nazionale da parte di Magorno-Graziano, arriva per un’altra ragione. E cioè perché tutto dice Oddati a Rende tranne che non si debba ripartire dalla Regione uscente per parlare del futuro. Ovviamente mettendo fine al commissariamento e celebrando subito il congresso. Troppo per Magorno-Graziano e Iacucci. Meglio operare il blitz su Crotone, che ora è in fiamme…