E Cotticelli chiede i soldi a… Scura

Il gruppo iGreco riceve un incremento di budget di 4 milioni per gli anni 2015 e 2016 (per prestazioni poi regolarmente erogate) che il Consiglio di Stato (su ricorso di Villa del Sole) giudica immotivato. Ora il commissario ad acta comunica con un dca la decisione di riavere indietro la somma. Già, ma da chi?

È un decreto, quello di Cotticelli che porta la data dell’ultimo giorno di primavera, destinato a racimolare commenti non per forza positivi, a proposito della sua più o meno logicità. Un decreto che in ogni caso farà discutere, e non solo dentro prevedibili e ulteriori aule di giustizia. Di certo una entrata a “gamba tesa” nel viscido e contorto mondo del denaro e della sanità privata accreditata, quella che eroga i servizi su contratto con la pubblica amministrazione. Ma una “entrata” retroattiva però, post mortem, a cose fatte. A piatto cotto, mangiato e pagato. Già, e il versante insidioso del decreto sta quasi tutto qui.
Succede che nel 2015 e nel 2016 (con Scura a capo della struttura commissariale che poi è l’organo sovrano nel disegno del perimetro di spesa) il gruppo iGreco riceve un incremento di budget che nei due anni considerati è quantificabile in poco meno di 4 milioni di euro. In sostanza, si contrattualizzano e si liquidano più prestazioni alla clinica Madonna della Catena, in forza evidentemente di una potenzialità ricettiva di 23 posti letto in più. Scende in campo la clinica Villa del Sole, che contesta l’incremento del budget assegnato al gruppo iGreco. Evidentemente la “concorrente” sente che quella somma in più avrebbe potuto averla in dote lei e soprattutto lamenta che le stesse prestazioni per cui è stato previsto l’aumento di budget per Madonna della Catena le ha eseguite e le avrebbe potute eseguire pure lei. Roba quasi normale nell’universo poco “british” della sanità privata accreditata, rituale. Segue il (paradossale ma razionale) svolgimento della controversia giudiziaria che vede il gruppo iGreco scegliere la linea difensiva di non difendersi del tutto. Non si oppone né si costituisce nei diversi gradi di giudizio. Evidentemente perché non ha mai ritenuto Villa del Sole il controaltare “ring” circa la liceità dell’erogazione bensì la stessa struttura commissariale, che di fatto ha richiesto il servizio sottoforma di tetto di spesa e poi fatto erogare all’Asp di Cosenza l’incremento di budget. Si arriva così, inevitabilmente perché senza opposizione alcuna, al Tar e poi al Consiglio di Stato che altro non fanno che dar ragione a Villa del Sole. Della serie, quell’incremento di budget poteva scrivere altre pagine per altre aziende, come Villa del Sole appunto. Che queste prestazioni oggetto di incremento di budget potevano erogare. Da qui al decreto di ieri di Cotticelli che intima il dipartimento regionale e poi l’Asp di Cosenza alla pubblicazione del dca che altro non è che il recupero coatto della somma che secondo il commissario sarebbe stata erogata immotivatamente al gruppo iGreco. Addirittura, in caso di esito negativo del giudizio di ottemperanza, prefigurando una compensazione con i crediti successivi e correnti vantati dal gruppo di iGreco nei confronti dell’Asp di Cosenza. E proprio qui rischia di innescarsi un paradossale corto circuito, che sarà evidente materia di ulteriori aule di giustizia, magari con qualche protagonista in più in campo. Paradossale perché in questa vicenda mancano solo Totò e Peppino per farla completa. Seguiteci, o provate a farlo.
Villa del Sole ha ragione, lo dice il Consiglio di Stato. Non fosse altro perché non si è mai opposto nessuno alle sue lamentele giudiziarie. Madonna della Catena non era soggetta a giudizio perché manco costituitasi e quindi non può avere né torto né ragione in questa storia. Ha ricevuto una domanda di incremento di prestazioni per gli anni 2015 e 2016 e ha erogato queste prestazioni sulla base di un contratto “disegnato” nel budget proprio dalla stessa struttura commissariale, oggi guidta da Cotticelli. Tipo, mi avete chiesto 100 pasti in più e ho fatto la spesa e li ho cucinati e consegnati, giusto per perimetrare a tavola la vicenda. Dal canto suo Cotticelli sente che in cassa, con tecnica retroattiva, mancano 4 milioni di euro e li richiede a chi li ha avuti. Ma chi li ha avuti li ha spesi per la fornitura del servizio regolarmente richiesto e a meno che il commissario non si sia fatto altre idee su questo incremento di budget, idee che non trovano più ospitalità nella giustizia civile, la faccenda potrebbe evolversi così. A Villa del Sole gli onori della sentenza, e un assegno posdatato in mano senza data né cifra (da non poter incassare praticamente mai). Al gruppo iGreco la prevedibile (e agevole) difesa di un contratto di fornitura richiesto e regolarmente eseguito. E a Cotticelli la “medaglia” dell’ultimo colpo, quello dell’arco con la freccia. Quello post mortem, della giustizia pecuniaria retroattiva. La “freccia” che tornerà indietro al primo colpo di vento perché è stata la stessa struttura commissariale, che oggi guida lui, a disegnare il finale di oggi. Come se Cotticelli avesse di fatto chiesto i soldi a Scura…

I.T.