Ballottaggi, possibile una svolta poco “Gentile”…

La partita (poco) nascosta del voto di domani. C'è un comune denominatore in campo


Hanno poco o niente in comune Stasi a Corigliano, Alessio a Gioia Tauro, Manna a Rende e Caracciolo a Montalto. E a poco serve ribadire che sono in vantaggio, in alcuni casi anche netto, al primo turno. Ogni partita e ogni città fa storia a sè. Ma c’è un comune denominatore dietro queste urne e dietro gli avversari di questi 4 (che sono in vantaggio). Ed è il comune denominatore dei Gentile. Non sono i soli a star dietro ai quattro sfidanti (in svantaggio) a Gioia, Rende, Montalto e Corigliano. Se è per questo ci sono più o meno tutti quelli che collocano manovre di disturbo sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Ma qui si rischia di dover descrivere un quadro troppo complesso mentre un dato politico si impone lunedì se vincono i 4 in vantaggio. E cioè che ci sarà soprattutto qualcuno che avrà perso. Intanto la politica calabrese aspetta la conclusione del turno dei ballottaggi delle elezioni amministrative per lanciare la volata in vista delle prossime Regionali, in programma a fine anno.

In questi giorni i partiti sono impegnati nell’analisi dell’esito di questa tornata elettorale, che si arricchirà di ulteriori spunti dopo il secondo turno, che in Calabria riguarderà quattro Comuni, Gioia Tauro (Reggio Calabria), Corigliano-Rossano, Montalto Uffugo e Rende (Cosenza).

Gioia Tauro, sede di uno dei maggiori porti del Paese, elegge il sindaco a 2 anni dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. I contendenti sono Aldo Alessio, già sindaco a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, e Raffaele D’Agostino. Al primo turno Alessio, sostenuto da due liste di centrosinistra, ha riportato il 44,7 %, mentre D’Agostino, sostenuto da due liste di centrodestra, tra cui una espressione della Lega, ha ottenuto il 24,5%, con Natale Cangemi finito terzo al 19,7%.

A Rende, popolosa città del Cosentino che ospita l’Università della Calabria, la partita è tra il sindaco uscente, Marcello Manna, e Sandro Principe, in passato sindaco per complessivi 15 anni (dal 1980 al 1987 e dal 1999 al 2006). Al primo turno, nel quale si sono affrontati ben 9 candidati sindaco, Manna, sostenuto da sei liste, ha ottenuto  il 31,5%, mentre Principe, storico esponente del Partito socialista calabrese e in passato anche sottosegretario di Stato e assessore regionale, si è attestato al 26,5% con il sostegno di quattro liste, superando l’ex consigliere regionale Domenico Talarico (20,5%).       Con il ballottaggio si sceglie per la prima volta un sindaco nel Comune di Corigliano-Rossano, nato dall’unificazione dei due centri dell’alto Jonio cosentino avvenuta nell’ottobre del 2017 con un referendum popolare e formalizzata il 31 marzo 2018. Si sfidano Flavio Stasi, che al primo turno ha raggiunto il 40,8% con il sostegno  di 5 liste, alcune espressione della sinistra, e Giuseppe Graziano, già consigliere regionale del centrodestra, che ha riportato il 31,1% sostenuto da 13 liste tra cui quella della Lega, mentre non ce l’ha fatta Luigi Promenzio, sostenuto da 9 liste tra cui quella del Pd, fermatosi al 28,1%.

Infine, a Montalto Uffugo (Cosenza) duello tra il sindaco uscente Pietro Caracciolo, che ha sfiorato il successo al primo turno, riportando il 49,2% (con nove liste a sostegno), e Ugo Gravina (31,2% e otto liste a sostegno), già sindaco in passato.

Vibo Valentia, unico capoluogo calabrese interessato dalle amministraive, è stato conquistato al primo turno dal centrodestra con Maria Limardo eletta sindaco con oltre il 59,5%.  M5s aveva presentato candidati sindaco solo a Vibo Valentia e Rende, la Lega solo a Rende.

LA CORSA ALLE REGIONALI

In attesa della ripresa dell’attività istituzionale della Regione, inevitabilmente bloccata dall’appuntamento con le urne, a parte una seduta di Consiglio lo scorso 28 maggio, nella prossima settimana ci saranno in Calabria alcuni appuntamenti di carattere politico che potranno essere utili per comprendere il percorso che le coalizioni, in particolare il centrosinistra e il centrodestra, seguiranno per la definizione delle candidature alla presidenza della Regione.

Sotto questo aspetto, il test elettorale può ridefinire gli equilibri tra gli schieramenti e all’interno degli stessi schieramenti.

Allo stato attuale, il quadro politico registra due possibili candidati alla presidenza della Giunta regionale: per il Pd e il centrosinistra il governatore uscente Mario Oliverio, e per Forza Italia il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ma nei rispettivi partiti e nelle rispettive coalizioni non mancano i dubbi, legati anche al recente coinvolgimento di Oliverio e Occhiuto in alcune inchieste giudiziarie.

In particolare, nel centrodestra calabrese le Europee hanno riscontrato un notevole balzo in avanti della Lega e i una crescita anche di Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia ha subito un calo, sia pure più contenuto rispetto ad altre aree del Paese: al centro dell’attenzione, ovviamente, il tema della leadership nella coalizione per la scelta del candidato governatore, già individuato dai forzisti in Occhiuto, un tema che, però, finora Lega e FdI non hanno inteso affrontare, rimandando ogni valutazione alle prossime settimane e al tavolo delle trattative nazionali.

In ogni caso, Occhiuto, che già ha lanciato la sua candidatura in una convention a Lamezia Terme lo scorso 13 aprile, va avanti: il sindaco di Cosenza e candidato governatore per Forza Italia ha infatti convocato per giovedì 13 giugno a Catanzaro, un incontro nel quale presenterà il suo programma per la Regione e le liste e i comitati già schierati in suo sostegno. Per quanto riguarda il Pd e il centrosinistra, nelle scorse settimane il governatore uscente, Mario Oliverio, oltre a confermare la sua collocazione tra i democrat, ha ribadito la sua intenzione di ricandidarsi alla presidenza della Regione, annunciando di essere “al lavoro per la costruzione una coalizione con liste civiche” e dicendo che in questo contesto “il Pd avrà una sua autonomia decisionale”. Ma in casa Pd l’attenzione adesso è tutta concentrata sulla data di venerdì 14 giugno, quando in Calabria scenderà il vicesegretario nazionale del partito, Andrea Orlando, che a Lamezia Terme presiederà un incontro pubblico dal titolo “Il Pd riparte”, evento che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe segnare l’avvio di una nuova fase in Calabria anche in vista delle Regionali. Infine, le prossime settimane saranno interessanti anche per valutare le mosse del Movimento 5 Stelle, che in Calabria alle Europee ha registrato un calo e non ha brillato nemmeno alle Amministrative, restando fuori dai ballottaggi nei Comuni nei quali i pentastellati avevano presentato un loro candidato sindaco: non è escluso, peraltro, che le future Regionali in Calabria diventino uno dei primi “esperimenti” della annunciata riorganizzazione del Movimento fondata anche sull’apertura ad alleanze con liste civiche. (