Tirocini formativi, se Morra prova a rigirare la “cambiale”

La lettera inviata a marzo dalla Regione al ministero degli Interni restituisce la "responsabilità" al governo centrale. Solo Roma può sbloccare la partita

Immaginiamo si tratti di una “cambiale”. La solita “cambiale”, verrebbe da dire. Quella dei tirocini formativi che la Regione, dopo la proroga del governo, si intesta a spese proprie così da metterli a disposizione dei Comuni. Esperienza produttiva e positiva e utile anche per i Comuni ma c’è un “però” che deve sempre essere chiarito. Per i Comuni risponde il ministero degli Interni e dopo 12 mesi è da lì che deve arrivare la proroga, altre vie non ce ne sono. Poi li paga la Regione ma Roma deve dare il via libera. E qui siamo alla “cambiale” che giusto ieri Morra ha provato a rigirare alla Regione, della serie è la Cittadella che deve sbloccare il tutto. Ma non è così, a ben vedere. La lettera che pubblichiamo è di Oliverio e Robbe ed è stata inviata al ministero degli Interni a marzo. È abbastanza chiara. Si attende il via libera del ministero per procedere alla proroga. L’intesa Stato-Regioni prevede 12 mesi non replicabili, accordo che comprende una attività di formazione.

La deroga  alle normali modalità di funzionamento dei tirocini deve essere concordata e condivisa nelle modalità con il ministero di riferimento degli enti ospitanti, appunto con il ministero degli Interni per gli enti locali. Del resto si tratta della stessa modalità adottata per replicare l’esperienza dei tirocinanti degli uffici di giustizia, sotto l’egida del ministero della Giustizia.
Da qui la richiesta di incontro agli Interni, con lo scopo di individuare una strada per far proseguire l’esperienza ai tirocinanti equiparandoli ai tirocinanti della giustizia. E la “cambiale”, quindi, torna a Roma. Da dove è stata emessa del resto…