Di Maio fa lo “Zingaretti” e chiede l’espulsione di Oliverio dal Pd

Beppe Grillo con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio sul palco di Italia 5 Stelle al Circo Massimo, Roma, 21 ottobre 2018. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La si potrebbe definire la conferenza stampa del giustizialismo. O del giustizialismo applicato alla campagna elettorale. Luigi Di Maio commenta con microfono in mano la “cacciata” di Siri dal governo ed esulta, mostra lo scalpo e fa vedere i muscoli a Salvini ma va anche oltre. Getta lo sguardo dall’altra parte del campo e prova a umiliare il rettangolo da gioco del Pd. Della serie, noi gli indagati che riguardano il governo li allontaniamo mentre c’è chi regge se non premia i profili altrettanto indagati al potere. E fa nomi e cognomi, naturalmente in riferimento al Pd. 《Guardate la Calabria, tanto per dire – sintetizza Di Maio -. Il Pd dovrebbe espellere dal partito il governatore Oliverio, plurindagato》.