La sfida di Occhiuto al “patto di Ferro”

Sabato la presentazione della candidatura del sindaco di Cosenza a governatore. Ma è prova di muscoli tutta interna al centrodestra con l'asse Salvini-Meloni (e con quello Gentile-Aiello) che investe invece su Wanda Ferro. Tallini: non è vero che Santelli non mi ha dato la parola

«Non è vero, ma non c’è vena polemica in questa mia smentita, che ieri sera al congresso provinciale di Cosenza Jole Santelli non mi ha dato la parola. Ho preferito io non intervenire pur essendo stato invitato a fare un saluto. E già che ci siamo debbo anche dire che non è neanche vero che la stessa sorte sarebbe toccata a Sergio Abramo. Il sindaco di Catanzaro è arrivato a dibattito praticamente finito… ».

Mimmo Tallini, lui e Abramo i presunti “silenziati” in trasferta al congresso provinciale di Cosenza, non sarebbe sulla scena e in progress da così tanti anni se non fosse attento e puntuale anche nel contatto con i media. E ci tiene a precisare, differentemente da quanto da noi riportato ieri, che il “silenzio” catanzarese tra le sedie ospitanti del congresso provinciale di Cosenza risponde solo ad una sua scelta. Che potrebbe concidere con quella di lasciare tutta la scena possibile all’asse Occhiuto family con Jole Santelli in mezzo, naturalmente al netto di Mara Carfagna e Mariastella Gelmini e al netto di un viaggio da Catanzaro per occupare un paio di sedie reso noioso dalle ultime deviazioni in autostrada. Un talk cotruito senza perdere tempo in liturgie di partito né convenevoli, evidentemente. All’americana e con un unico obiettivo poco subliminale sullo sfondo, ammantato di congresso provinciale di Cosenza di Forza Italia: lanciare e fissare in agenda l’appuntamento di sabato prossimo all’Agroalimentare di Lamezia. Atrio frequentato in passato anche per le bombe mediatiche del vecchio centrosinistra e del Pd. Qui dentro Mario Occhiuto dà appuntamento per il “lancio” della sua candidatura a governatore con uno schema comunicativo ben preciso, piazzare intanto la sua bandiera in campo. «Ho una proposta nuova da sottoporre all’attenzione dei calabresi» il suo slogan in vista di sabato. E solo in un secondo tempo, alla ribattuta, precisando che «mi rivolgo a coloro che si riconoscono nei partiti della coalizione di centrodestra, a cominciare da Forza Italia, ma anche a tutti coloro che, pur non riconoscendosi nei partiti, vogliono diventare protagonisti della costruzione di un’altra Calabria. A loro mi rivolgo». Quindi schema civico con la bandiera “ufficiosa” di Forza Italia in giacca perché se lanci locandine di partito ora, senza accordi ufficiali di coalizione né a Roma né tantomeno a Catanzaro, si innervosisce tutto il circondario. Anche perché da Berlusconi a scendere passando per Salvini e per i suoi emissari dalla parte della Lega (senza contare Giorgia Meloni) hanno fin qui sempre distribuito lo stesso messaggio. Presto, troppo presto per siglare accordi e addirittura nomi per le elezioni regionali calabresi. Urne che nell’agenda poltica nazionale sono lontane come il prossimo sbarco di Marte. C’è il voto europeo, prima. C’è il Piemonte. E poi c’è da capire se e quanto durerà questo governo. Alla fine di questo calvario con il rosario in mano si penserà alla Calabria anche perché le mezze frasi fin qui sulla distribuzione delle leadership e delle candidature da dividersi tra Forza Italia e Lega valgono come scritte sulla sabbia. Dopo la Basilicata, avrebbe detto Salvini, si riparte da zero a zero e non vale più niente quanto sussurrato fin qui a iniziare dal Piemonte. A poco più di un mese e mezzo dalle fondamentali elezioni europee e con grossi Comuni al voto in Calabria perché allora Mario Occhiuto (e solo con ingresso civico) lancia la sua candidatura a governatore? Perché questa fretta? Tutto può produrre, questa strategia d’attacco comunicativa, tranne che suggestionare e impensierire il campo avverso, il centrosinistra. Che è affaccendato in altre faccende. Molto più probabile allora che il sindaco di Cosenza voglia da sabato 13, con la sua bandiera in campo piazzata per terra, condizionare e disegnare un confine tra sé e ben tre problemi sullo sfondo. Due si somigliano e uno per niente perché, quest’ultimo, ha a che fare con tutto fuorché con la politica. Della serie, con me in campo anche le voci fastidiose che circolano su “schizzi” o “inciampi” di altra natura dovranno farsene una ragione. Quanto alla politica in senso stretto il messaggio è chiaro. Io ci sono e anche se Salvini e Meloni faranno altre scelte io non mi farò da parte. E infondo il vero “incubo” politico è tutto qui, per Mario Occhiuto. L’asse di “Ferro” che si è creato ormai tra Salvini e Meloni per la conquista delle Regioni. L’Abruzzo, in questo, ha fatto scuola. E se Salvini non convince il consigliere di Stato Chinè (che tutto sommato sta molto bene dove sta, capo di gabinetto del ministero) potrebbe chiedere proprio a Meloni di fare lei la scelta. E il nome c’è già, non da oggi. È quello di Wanda Ferro che potrebbe far convergere su di sé anche dissapori interni a Forza Italia che non aspettano altro del resto. Catanzaresi, certo, i nomi quelli sono. Ma soprattutto con asse Tonino Gentile-Piero Aiello. Troppo tardi per tutti e due (forse ci hanno provato e non sono stati “accolti”) un ingresso diretto nella Lega. Ma vuoi mettere intanto far perdere Mario Occhiuto? Le alleanze nostrane, spesso e volentieri, funzionano di più quando si ha un “nemico” comune da abbattere…

 

 

 

 

I.T.