Sanità, se le regole valgono poco per radioterapia oncologica (al Marrelli…)

Il caso del milione e mezzo da assegnare alla clinica di Crotone "sottraendolo" a tutte le altre. Secondo il decreto del ministero sarebbero già più che sufficienti, come per cardiochirurgia, i punti già attivi in Calabria. Associazioni sul piede di guerra

Si chiama “D.M. 70 del 2015”. È una pietra miliare, tanto più che scritta. Per i “credenti” del pianeta sanità, e persino per tutti i “fedeli” della salute, è una specie di vangelo. È la “bibbia” che regna e regola accreditamenti e posti letto, parametri e limiti sono tutti qui dentro. E meno male che c’è, il decreto ministeriale 70 del 2015 a forma di “sacra scrittura”. Altrimenti sai che giungla. Duro il D.M. 70, come la dura lex. Ma necessario, anche quando la cronaca fa male. L’ultimo che si poteva salvare per un attacco di cuore nel Cosentino (deceduto durante il trasporto a Catanzaro) è dell’altro giorno. Fa male, ma è la dura lex del D.M. 70. Che prevede una cardiochirurgia in Calabria in media ogni 900mila abitanti. Ne toccherebbero 2 in tutto ma ne abbiamo persino 3. Una a Reggio e 2 a Catanzaro ma non si tratta di una “concessione”. La clinica Sant’Anna preesisteva ed è una eccellenza nazionale, oltrechè totalmente privata. Sopprimerla avrebbe avuto il sapore dell’autoeliminazione dei propri testicoli. Resta fuori Cosenza e la sua provincia, dagli “affari di cuore”. Niente cardiochirurgia nel perimetro più grande. Fa male, ma è la dura lex del D.M. 70 del 2015. Che fissa parametri e limiti e che regola la “giungla”. Parametri rigidi, sulla carta non valicabili. E non ci finisce imbrigliata nelle regole solo cardiochirurgia, tanto per dire. Ma pure radioterapia oncologica. Che non è mai o quasi una lotta contro i minuti, purtroppo, ma che pure è dentro la “gabbia” del D.M. 70. Stesso schema di cui sopra. Un centro di radioterapia oncologica in Calabria ogni 900mila abitanti. Ne toccherebbero 2, di unità. Ma il tumore è tumore, anche se non è mai o quasi una lotta contro i minuti. E così la “lotta” conta già su 3 centri (ospedali di Cosenza, Catanzaro e Reggio) e ben 7 macchine nuove nuove per 14 milioni di spesa fresca fresca. Tre macchine al Pugliese di Catanzaro (utili anche per Vibo, Lamezia e Crotone), 2 all’Annunziata di Cosenza e 2 al Riuniti di Reggio. Si dirà bastano e avanzano e invece no, non bastano a quanto pare se è vero come è vero che un altro centro precedentemente accreditato sta per essere “onorato” nel budget nuovo con un milione e mezzo di euro fresco fresco. È il Marrelli Ospital di Crotone, a 70 chilometri da Catanzaro (dove ci sono già 3 macchine). I malati di Praia a Mare o Rocca Imperiale, tanto per dire, ne devono fare il doppio di chilometri per raggiungere la radioterapia oncologica di Cosenza. Ma a Crotone evidentemente c’è un’altra sensibilità in materia e specie poi da quando è tornato Schael, vecchia conoscenza di queste contrade insieme a Fratto (anche lui molto “sensibile” a questo territorio quando si tratta di salute). Sarà un caso, e lo è certamente, ma con il ritorno della coppia dalle parti di Crotone è subito lievitata una maggiore attenzione e sensibilità in materia di salute. Anche “lottando” con il D.M 70, la “bibbia”. Per il nuovo centro di radioterapia oncologica, il quarto a questo punto in Calabria, un investimento a carico di tutte le altre strutture sanitarie. E già, è proprio così. Grazie a un taglio lineare e stratificato (per gli altri) e non riconoscendo nessuna premialità a nessuno la regnanza sosterrà radioterapia al Marrelli. Contro la volontà delle altre cliniche ovviamente e infatti tutte le associazioni annunciano battaglia per il rispetto delle regole. Più o meno tutti convinti, a tratti giustamente, che l’uomo in divisa, il commissario Cotticelli, presto prenderà visione della “cosa”. Con tutta la sua integerrima autorevolezza. Chissà che magari, preso da tanti problemi, non vi ha potuto prestare fin qui la giusta attenzione… I.T.