“Lande desolate”, misure revocate per Guzzo e Rizzo

Novità importanti arrivano dal Riesame di Catanzaro e riguardano “Lande desolate”, l’inchiesta della Dda-procura di Catanzaro (ormai solo dalle caratteristiche “ordinarie”) che vede coinvolti, tra gli altri, il governatore Mario Oliverio. Arrivano due revoche per due importanti manager della Regione, in un primo momento colpite da misure interdittive nello svolgimento del loro lavoro. Misure revocate quindi per Rosaria Guzzo, responsabile della ragioneria della Regione e per Paola Rizzo, coordinatrice del Por sempre per conto della Regione. Ricordiamo che a carico delle due  c’era la misura cautelare della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio. Quindi potranno tornare a lavorare.

L’INCHIESTA 

Le indagini svolte nell’ambito dell’operazione “Lande Desolate”, che vede indagato il governatore della Calabria, Mario Oliverio, sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, avrebbero consentito di ricostruire e documentare “plurime violazioni e irregolarita’ nella gestione e conduzione” dei due appalti. Sedici, in tutto, le misure restrittive eseguite dai finanzieri del comando provinciale di Cosenza.

Le attività investigative condotte con l’ausilio di articolate indagini tecniche e rilevamenti aerofotografici, hanno consentito di ricostruire e riscontrare documentalmente plurime violazioni e irregolarita’ nella gestione e conduzione degli

Appalti per l’ammodernamento dell’aviosuperficie di scalea e degli impianti sciistici di lorica, nonche’ nella successiva fase di erogazione di finanziamenti pubblici.

In particolare, le investigazioni, basate su una copiosa attivita’ di riscontro documentale e sui luoghi di cantiere, hanno fatto emergere il completo asservimento di pubblici ufficiali, anche titolari di importanti e strategici uffici presso la Regione Calabria, alle esigenze del privato imprenditore attraverso una consapevole e reiterata falsificazione dei vari stati di avanzamento lavori ovvero l’attestazione nei documenti ufficiali di lavori non eseguiti al fine di far ottenere all’imprenditore l’erogazione di ulteriori finanziamenti comunitari altrimenti non spettanti.

Le indagini hanno fatto luce su un diffuso sistema illecito che, attraverso la reiterata commissione di falsi, abusi e atti corruttivi, ha compromesso il corretto impiego delle risorse pubbliche non consentendo lo sviluppo e la crescita del territorio, l’elevazione del livello dei servizi resi al cittadino e costituendo, di fatto, un ostacolo alla realizzazione del potenziale di crescita che il territorio e’ in grado di esprimere.