Chiesto il processo per il maresciallo Greco

La Dda di Catanzaro chiude le indagini preliminari su un indagato chiave nel "finimondo" giudiziario che ieri "il Fatto Quotidiano" ha spalmato su scala nazionale. Lo attende il gup a febbraio. Nel frattempo non ha mai lasciato la cella di Santa Maria Capua a Vetere...

La Dda di Catanzaro ha chiuso le indagini preliminari a carico del maresciallo Greco, arrestato a luglio dello scorso anno e da allora mai uscito dalla cella del carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere.

Dettaglio non da poco, questo. Carmine Greco, “Carminuzzo” per chi lo frequentava o gli girava attorno, è personaggio chiave degli ultimi tempi non tanto e non solo per aver fornito “braccio armato” in Sila alla procura di Castrovillari quanto, forse proprio per questo, per essere elemento di congiunzione essenziale nel finimondo tra toghe che solo ieri “il Fatto Quotidiano” (15 magistrati indagati a Salerno) ha stratificato su scala nazionale. Della serie, il tutti contro tutti. Il pubblico ministero ha concluso a suo carico le indagini.

L’udienza preliminare davanti al gup Carè è fissata per il prossimo 14 febbraio a palazzo di Giustizia di Catanzaro. Difeso dagli avvocati Franco Sammarco e Antonio Quintieri, Carmine Greco era stato accusato anche di associazione mafiosa, accusa caduta lo scorso agosto.

Il Tribunale della libertà di Catanzaro ha poi deciso di derubricare il reato di associazione mafiosa in concorso esterno in associazione mafiosa. A tradire il maresciallo Greco, per il momento solo tesi di accusa della procura distrettuale guidata da Gratteri, sono state le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Oliverio (condannato nell’ambito del processo “Six Towns” a oltre 18 anni di carcere) in merito allo sfruttamento dei boschi di sua competenza.

Secondo l’ex “capo” di Belvedere Spinello il maresciallo riceveva, sistematicamente, dalla criminalità organizzata del denaro per favorire e coprire le attività illecite sul territorio grazie all’intercessione dell’impresa dei fratelli Spadafora di San Giovanni in Fiore.

Accuse (presunte) che nel frattempo la Dda ha confezionato nella chiusura indagini, chiedendo il processo per Carmine Greco. Se ne parlerà, come detto, il giorno di San Valentino. Dopo di che resta tutto aperto, e a discrezione delle sensibilità “giudiziarie”, il resto del film.

Carmine Greco è personaggio chiave degli ultimi mesi. La Dda di Catanzaro che fa arrestare un uomo importante della procura di Castrovillari. Un uomo chiave in molte indagini.

Il resto è (anche) Salerno che irrompe mediaticamente a strati, indagando praticamente quasi tutti gli uffici. E il resto è Lupacchini, procuratore generale presso la Corte d’Appello, che rintraccia procedure irrituali nell’invio di carte a Salerno. Anche questo è Carminuzzo Greco. Su di lui si è narrato di tutto e il suo contrario. Anche di una ipotetica “collaborazione”. Ma è questo quello che sarebbe toccato a un “collaboratore”? ( da sette mesi nella stessa cella militare e oggi con udienza fissata al gup…).