Oliverio e il Riesame, udienza finita (senza nuovi documenti della Dda)

Tre ore in aula alla presenza dello stesso governatore, difeso dall'avvocato Belvedere, e di tre procuratori. Assente Gratteri

È durata circa tre ore l’udienza del Riesame a carico di Mario Oliverio, governatore della Calabria colpito la settimana scorsa da provvedimento di obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro “Lande desolate”, accusato di aver pilotato appalti e quindi di aver adoperato l’abuso d’ufficio senza l’aggravante del metodo mafioso. La Dda aveva chiesto i domiciliari mentre il gip ha retrocesso il provvedimento in obbligo di dimora. In udienza oggi, a cui ci si arriva per il ricorso presentato dall’avvocato Belvedere che chiede la revoca del provvedimento, non era presente il procuratore capo, al suo posto si sono presentati in tre (Luberto, Falvo e Prontera) che sono intervenuti a sostegno della stessa accusa che è rimasta di fatto quella presentata davanti al gip. Non è stato prodotto alcun documento nuovo da parte dell’accusa nè argomentate tesi diverse. In aula l’avvocato Belvedere ha depositato una lunga memoria ed ha spiegato che l’azione del governatore avrebbe avuto esclusivamente un interesse pubblico al completamento delle opere complementari rispetto alla sciovia. Per ribattere alle ragioni della difesa del presidente Oliverio, che risponde di una ipotesi di reato di abuso di ufficio, sono intervenuti tutti e tre i pm della Dda. Ora si attende il pronunciamento del collegio (Valea presidente) che arriverà entro 48 ore.