Scura al capolinea? Si apre (forse) l’ultima settimana da commissario

Stop alla pellicola e si rigira il film. Anzi, secondo i bene informati del governo “gialloverde” con ramificazioni alla calabrese, il film da rigirare è stato già rigirato. Non si comincia da uno o due vice commissari al piano di rientro dal debito sanitario, come fin qui la regnanza aveva lasciato intendere. Ma si inizia proprio dalla “testa”, dal vertice del comando. Si riavvolge la pellicola e si punta alla diretta sostituzione di Massimo Scura. Non solo. Con questo “cambio”, per niente scontato fin qui e per nulla semplice e per svariate ragioni, il governo più “giallo” che “verde” potrebbe inaugurare la stagione dello spoil system. Sì, delle sostituzioni di poltrone in quanto tali, come ai vecchi tempi e come s’è sempre fatto del resto fin qui a prescindere dal puritanesimo più o meno praticabile. Perché un conto sono le enunciazioni di principio, un altro è la prassi e uno come Scura, tanto per dire, solo con le regole non lo cacci. Un po’ perché il piano di rientro dal debito sanitario è tutt’altro che terminato o al termine. E un po’ perché i parametri generali e squisitamente tecnici tali da giustificare un “cambio” non ci sono del tutto. Altro poi è chiedersi se la sua linea di gestione ha camminato sempre dritta e se è riuscito a scontentare il meno possibile dell’utenza, Scura. E qui si rientra, appunto, nelle valutazioni di natura prettamente politica o “industriale” e non si scandalizza più nessuno ormai, tantomeno i “gialloverdi”, se si rispolvera la sana pratica dello spoyl system. Del cambio sacrosanto di potere e sennò uno le elezioni che le vince a fare.

Del resto proprio sulla sanità di Calabria e sul suo malcontento, ancor di più perché il ministero è in mano a Giulia Grillo, i Cinquestelle si giocano non poco della credibilità dalle nostre parti. Questo non vuol dire che passerà in toto la linea “calabrese”, tutt’altro. La netta sensazione, e gli “spifferi” che arrivano, consigliano al contrario di scommettere invece su una decisione che prenderà “Roma” con un nome poi fatto solo da “Roma” e per giunta non sindacabile. Ci sarebbe da indicare anche il sostituto di Urbani, poltrona vacante da tempo ormai. Ma non è detto che si procederà anche in questa direzione. Certo sembra passato un secolo da quando i Cinquestelle invece volevano passare da uno o due vice da affiancare a Scura così da sfibrarlo, non potendolo o non volendono cambiare. Il recupero dell’incompatibilità tra governatore e commissario, inserito per decreto, deve aver convinto i “grillini” che ora si può procedere senza rischiare di consegnare involontariamente la sanità in mano a Oliverio, una volta “cacciato” Scura. Questo vuol dire che il nome del nuovo “comandante” della sanità calabrese è già pronto e che solo “indisposizioni” di carattere familiare del ministro Grillo hanno impedito che prendesse servizio. Ma questa che si apre lunedì dovrebbe essere la settimana decisiva. Quella del “cambio” del commissario. Il condizionale non lo mettiamo proprio, risulterebbe retorico e sterile. Di questi tempi e con due “colori” così diversi al governo ogni alba non sa mai a quale tramonto lascerà la staffetta…

 

I.T.